
Il Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione Sardegna incrocerà le braccia il prossimo 21 luglio. Lo sciopero, proclamato dalle organizzazioni sindacali Safor, SAPEF e UIL, sarà accompagnato da un sit-in davanti al Consiglio regionale. Tra le richieste, una riforma della legge istitutiva del Corpo, il ricambio generazionale, il riconoscimento previdenziale e il rinnovo della contrattazione separata.
«Insieme alle altre organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative del Corpo forestale – ha detto Ignazio Masala, di Safor Cisl – abbiamo deciso di proclamare una giornata di sciopero perché chiediamo alla politica di affrontare in maniera seria e definitiva il futuro del Corpo forestale. La legge che disciplina il nostro ordinamento ha ormai oltre quarant’anni e non risponde più alle esigenze operative di oggi. Nel frattempo le competenze del Corpo sono aumentate, ma il quadro normativo è rimasto sostanzialmente invariato.
Uno dei problemi riguarda il personale.
Esattamente. È stato avviato il concorso per 480 agenti e i primi 96 hanno già superato le prove, ma questi numeri non saranno sufficienti a compensare i pensionamenti previsti tra il 2027 e il 2028. Occorre programmare un ricambio generazionale costante. Oggi ci troviamo con operatori che, a 65, 66 e perfino 67 anni, sono ancora impegnati in prima linea nelle campagne antincendio. È una situazione che non può diventare la normalità.
Tra le vostre richieste figura anche il riconoscimento di un diverso sistema previdenziale.
Sì. Chiediamo che il personale del Corpo forestale venga equiparato, sotto il profilo previdenziale e pensionistico, agli altri Corpi di polizia, come già avviene in altre Regioni a statuto speciale, ad esempio in Sicilia e in Valle d’Aosta.
Per raggiungere questo obiettivo è necessario un accordo tra Stato e Regione. Come organizzazioni sindacali abbiamo già avviato un confronto con il Ministero del Lavoro e la ministra Marina Calderone ha manifestato disponibilità ad affrontare la questione.
Contestate anche la mancata applicazione della contrattazione separata.
La legge regionale del 2020 prevede una contrattazione distinta da quella del restante personale dell’amministrazione regionale, proprio perché il Corpo forestale svolge funzioni e attività assimilabili a quelle delle Forze di polizia.
Purtroppo questa impostazione non ha ancora trovato piena applicazione. Il contratto avrebbe dovuto essere rinnovato secondo quel modello, ma a distanza di sei anni non è stato ancora sottoscritto.
Un altro punto riguarda la figura del Direttore delle operazioni di spegnimento (DOS).
È una figura fondamentale nella gestione degli incendi boschivi. Il DOS coordina tutte le operazioni sul campo e senza la sua presenza non possono essere impiegati i mezzi aerei né essere organizzato il lavoro delle diverse componenti impegnate negli interventi, dal Corpo forestale ai Vigili del fuoco, fino alla Protezione civile e ai Barracelli.
Esiste un decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri che disciplina questa figura, ma la Regione non si è ancora adeguata. Chiediamo semplicemente che venga riconosciuto quanto già previsto dalla normativa nazionale.
Infine c’è il tema delle dotazioni e dei mezzi.
Abbiamo apprezzato gli investimenti fatti recentemente per la Protezione civile, ma lo stesso impegno deve essere riservato anche al Corpo forestale.
Al momento non sappiamo quando arriveranno i nuovi mezzi destinati al Corpo e, soprattutto, sappiamo che non saranno disponibili durante l’attuale campagna antincendio. È un limite che pesa sull’efficienza del servizio.
L’appuntamento è quindi fissato per il 21 luglio. Qual è il messaggio che volete lanciare?
Vogliamo che la politica assuma finalmente decisioni concrete. Il Corpo forestale rappresenta un presidio fondamentale per la tutela del territorio e della sicurezza ambientale della Sardegna. Con lo sciopero del 21 luglio chiederemo un futuro certo per il Corpo, per chi vi lavora e per il servizio che ogni giorno viene garantito ai cittadini.
Qui l’intervista integrale a Radio Kalaritana.

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