
Marco Altea ospite a RK
Una piattaforma nata da un’esperienza personale che si è trasformata in un movimento collettivo. È il percorso di Whable, realtà fondata da Marco Altea e dedicata alla promozione dell’accessibilità, dell’inclusione e della partecipazione attiva delle persone con disabilità.
«Whable nasce da un’esigenza che vivo quotidianamente sulla mia pelle, perché mi muovo in sedia a rotelle – racconta Altea –. Negli anni, però, è diventato qualcosa di molto più grande di un progetto personale: oggi è un movimento composto da persone che hanno scelto di condividere una battaglia comune per rendere gli spazi e la società più accessibili».
La piattaforma consente agli utenti di partecipare direttamente, attraverso segnalazioni, recensioni e racconti delle proprie esperienze nei luoghi pubblici e privati. Un sistema pensato per creare una rete di informazioni utili e favorire una maggiore consapevolezza sul tema dell’accessibilità.
Tra le iniziative portate avanti da Whable c’è anche la collaborazione con la cooperativa Agape, impegnata da oltre vent’anni nel settore della salute mentale e della riabilitazione fisica e psichica. Il progetto si inserisce nel percorso “Percorsi di autonomia”, realizzato in collaborazione con il Comune di Cagliari, con l’obiettivo di accompagnare giovani con disabilità verso una maggiore indipendenza.
«L’incontro con Marco è stato molto importante – spiega Annalisa Mascia, presidente della cooperativa Agape – perché grazie alla collaborazione con Whable sette dei nostri ragazzi hanno avuto l’opportunità di iniziare un percorso formativo e lavorativo, completando un cammino verso una reale autonomia».
Accanto all’impegno attraverso Whable, Marco Altea ha recentemente pubblicato il libro “Le ruote che muovono il mondo”, un progetto educativo rivolto ai bambini dai sei anni in su, con l’obiettivo di raccontare la disabilità attraverso un linguaggio semplice e inclusivo. I proventi del volume sono destinati a sostenere il volontariato di Whable.
«Ho voluto raccontare la mia esperienza personale, il passaggio da una vita senza disabilità alla mia condizione attuale, ma con parole adatte ai più piccoli – spiega Altea –. Il messaggio principale è quello di non arrendersi mai e continuare a inseguire i propri sogni».
Il tema dell’accessibilità sarà inoltre al centro del documentario “Svela – Storie, voci e luoghi accessibili”, realizzato da Impatto Teatro con il coinvolgimento di circa cento persone con disabilità. Un progetto nato da un percorso di laboratori gratuiti dedicati al teatro, alla scrittura, al videomaking, alla danza e ad altre discipline artistiche.
Tra i protagonisti del documentario c’è anche Marco Altea, che ha partecipato al progetto come autore e interprete. Il film, come spiega il direttore artistico Karim Galici, nasce con l’obiettivo di dare spazio a persone spesso invisibili agli occhi della società.
«Molte disabilità non sono immediatamente riconoscibili – sottolinea Galici – e il documentario vuole raccontare persone che scelgono di mostrarsi per quello che sono, con le loro differenze, ricordando che tutti fanno parte della stessa comunità».
Il progetto mette in evidenza come le difficoltà non siano rappresentate soltanto dalle barriere architettoniche, ma anche da quelle culturali e sociali. Ostacoli quotidiani che possono limitare la libertà delle persone e che spesso nascono da una mancanza di attenzione o di consapevolezza.
«Una città senza barriere è il nostro sogno – conclude Karim Galici – ma per realizzarlo dobbiamo lavorare anche sulle barriere mentali e culturali».
L’anteprima del documentario “Svela” è in programma venerdì 24 luglio alle ore 21 nell’ex caserma di via Roma a Quartu Sant’Elena.

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