
Promuovere una cultura della cura e della prevenzione nell’era digitale. È questo l’obiettivo del primo quaderno realizzato dal Servizio regionale per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili della Conferenza Episcopale Sarda, dedicato al tema dell’identità e della vulnerabilità digitale.
La pubblicazione nasce dal percorso avviato con un convegno interdisciplinare che ha coinvolto esperti di ambito sociologico, informatico, giuridico, neuropsichiatrico e della comunicazione, con una riflessione su immagine, identità, intelligenza artificiale e prevenzione degli abusi.
“Non possiamo aspettare che il danno si verifichi – spiega Valeria Aresti, coordinatrice del Servizio, avvocata familiarista e rotale – ma dobbiamo costruire una cultura della cura e della tutela”.
Il digitale, ormai parte integrante della vita quotidiana di bambini e ragazzi, richiede un accompagnamento consapevole da parte degli adulti. L’obiettivo non è demonizzare la tecnologia, ma educare al suo utilizzo responsabile, mettendo in guardia dai possibili rischi, come l’uso improprio delle immagini, i deepfake e le nuove forme di abuso online.
Il quaderno sarà uno strumento operativo rivolto a scuole, famiglie, comunità educanti e realtà ecclesiali, con l’obiettivo di rafforzare una rete di prevenzione e tutela dei più vulnerabili.

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