Lo scontro

41bis in Sardegna, Todde chiama alla mobilitazione: «No a un’isola-carcere» In un video pubblicato sui propri social, la presidente della Regione richiama alla situazione sulle carceri ssarde

«Non possiamo accettare che la Sardegna venga trasformata in un’isola carcere. Chiedo ai sardi e alle sarde di far sentire la propria voce insieme a me, per dire con forza che la Sardegna non ci sta e che vuole scegliere da sola il proprio destino». Con un video sui propri canali social, la presidente della Regione Alessandra Todde si è espressa così sulla decisione del Governo di dedicare tre delle carceri isolane esclusivamente a detenuti sottoposti al regime del 41 bis.

Cagliari-Uta, Sassari-Bancali, Nuoro-Badu ‘e Carros: sono le tre case circondariali che sarebbero destinate ad accogliere i detenuti indicati. Trasferimenti che avrebbero, secondo Todde, «un impatto diretto sull’economia, sulla sicurezza dei territori, sulla sanità pubblica finanziata dai sardi e sull’esecuzione penale ordinaria, perché i detenuti sardi sarebbero costretti a scontare la pena fuori dalla Sardegna». Nel video pubblicato, Todde sottolinea quello che sarebbe stato un mancato coinvolgimento delle istituzioni isolane, come invece era stato promesso durante i dialoghi con il ministro della Giustizia Carlo Nordio, richiamando infine alle dichiarazioni del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro di dicembre scorso sul piano di razionalizzazione degli spazi detentivi destinati ai detenuti sottoposti al regime speciale.


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