
Anche Cagliari ha la prima pietra d’inciampo. È stata posata al numero 122 di Viale Sant’Avendrace, in memoria di Mario Giovanni Pani, giovane cagliaritano deportato nei campi nazisti e morto nel 1945 a soli ventidue anni.
La cerimonia prima al liceo classico Siotto Pintor, alla presenza di studenti, docenti, amministrazione cittadina, del sindaco Massimo Zedda e dei rappresentanti delle associazioni antifasciste e poi in viale Sant’Avendrace.
Pani nacque a Cagliari nel 1923 e nel gennaio 1942 fu arruolato per la ferma di 28 mesi. Dopo l’8 settembre 1943, tuttavia, divenne uno dei tanti militari costretti a rifugiarsi nelle campagne liguri per sfuggire alla cattura da parte di fascisti e nazisti ma nel luglio del ‘44 venne arrestato a Genova. La sua storia rimase un mistero fino a quando la nipote, Daniela Pani, insieme alle testimonianze di altri prigionieri di guerra, non riuscì a ricostruire gli ultimi mesi di vita dello zio.
Grazie a documenti d’archivio e alle testimonianze dei sopravvissuti, tra cui il cagliaritano Pietro Zuddas, è stato possibile ricostruire il percorso del Pani. La pietra d’inciampo è stata collocata nei pressi del punto nel quale sorgeva la casa di Pani.
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