SALUTE

All’Arnas Brotzu una nuova terapia genica per la beta-talassemia La Presidente Todde: «Si apre una svolta importante per i pazienti affetti da malattie ereditarie del sangue»

(foto Facebook Alessandra Todde)

La Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, assessore ad interim della Sanità, ha partecipato questa mattina all’Arnas Brotzu alla presentazione ufficiale del percorso per l’applicazione della terapia genica avanzata per la cura della beta-talassemia. Da oggi si apre una nuova prospettiva in Sardegna per il trattamento delle malattie ereditarie del sangue, grazie all’ospedale cagliaritano individuato come unico centro regionale accreditato e tra i primi in Italia ad adottare questa innovativa procedura.

«La talassemia è una delle malattie più antiche e radicate nella storia del popolo sardo. Ha segnato la vita di centinaia di persone e delle loro famiglie, imponendo per decenni trasfusioni continue e sacrifici quotidiani enormi», ha dichiarato la Presidente a margine dell’iniziativa.

«Oggi possiamo affermare che per questi pazienti si apre una svolta concreta. Al Brotzu prende avvio una terapia genica avanzata che utilizza cellule staminali opportunamente modificate per consentire all’organismo di produrre un’emoglobina funzionante e ridurre, fino ad arrivare all’eliminazione, il ricorso alle trasfusioni. Si tratta di una procedura altamente specialistica, realizzabile esclusivamente in centri dotati di competenze multidisciplinari, terapie intensive dedicate, sistemi accreditati per la raccolta e la processazione cellulare e personale altamente formato nel trapianto ematopoietico».

«Per questo – ha proseguito la Presidente – è un risultato di grande rilievo politico e sanitario poter affermare che questo centro di eccellenza si trova in Sardegna. Un presidio non solo al servizio dei pazienti sardi, ma aperto anche a chi, dal resto d’Italia, sceglierà di curarsi qui».

«Le competenze sulla talassemia non nascono oggi – ha aggiunto Todde – ma affondano le loro radici nel lavoro, nella visione e nel sacrificio del professor Antonio Cao e di tutti i clinici che nel tempo hanno costruito l’eccellenza del Microcitemico. Un patrimonio che va riconosciuto, tutelato e rafforzato».

«È importante sottolineare che quanto presentato oggi è il risultato di un grande lavoro di squadra, reso possibile dall’impegno multidisciplinare di tante professionalità che hanno investito tempo ed energie per raggiungere un obiettivo ambizioso, capace di cambiare realmente la vita delle persone».

«Siamo spesso abituati a raccontare ciò che non funziona, e i problemi non mancano, ma restituire fiducia ai cittadini significa anche valorizzare ciò che funziona e dimostrare che la sanità pubblica, quando sostenuta da competenze e investimenti adeguati, può davvero fare la differenza», ha concluso la Presidente Todde.


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