Politica

Appalti pubblici, la Sardegna introduce la soglia dei 9 euro lordi l’ora Via libera in commissione alla proposta sul «salario minimo regionale»: premi per stipendi più alti, sicurezza e stabilità occupazionale.

Nove euro lordi l’ora come soglia minima di retribuzione negli appalti pubblici regionali e nuovi criteri per premiare le imprese che garantiscono qualità del lavoro, sicurezza e stabilità occupazionale.

È questo il cuore della proposta di legge approvata dalla commissione Lavoro del Consiglio regionale della Sardegna, che punta a introdurre quello che viene definito “salario minimo regionale”.

Il testo, composto da otto articoli, porta la prima firma del consigliere del Movimento 5 Stelle e presidente della commissione Bilancio, Alessandro Solinas, ed è sostenuto dall’intera maggioranza. L’obiettivo è contrastare il dumping contrattuale – ovvero i ribassi eccessivi negli appalti che comprimono salari e diritti – e garantire maggiore dignità ai lavoratori coinvolti nei contratti pubblici.

Premi alle imprese che garantiscono salari più alti

La Regione non interviene direttamente sulla legislazione nazionale del lavoro, ma utilizza la propria capacità di spesa per orientare il mercato. In particolare, la norma prevede che le stazioni appaltanti assegnino punteggi aggiuntivi alle aziende che, nelle gare pubbliche, garantiscono una retribuzione minima di almeno nove euro lordi l’ora.

Si tratta di criteri premiali inseriti nel sistema dell’offerta economicamente più vantaggiosa, che consentiranno di favorire le imprese più virtuose non solo sul piano economico, ma anche su quello sociale e occupazionale.

Stop al dumping e più stabilità per i lavoratori

Tra le misure previste figura anche l’obbligo di applicare i contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, per evitare forme di concorrenza al ribasso sui diritti dei lavoratori.

Sul fronte della stabilità occupazionale, la proposta introduce la clausola sociale, che favorisce il riassorbimento del personale già impiegato negli appalti precedenti. Previsti inoltre incentivi per le aziende che promuovono l’occupazione femminile e giovanile, adottano misure di sicurezza sul lavoro, investono nella sostenibilità ambientale o offrono servizi di welfare aziendale, come i nidi per i figli dei dipendenti.

Nasce un comitato regionale di monitoraggio

Il provvedimento prevede anche l’istituzione di un Comitato regionale per il monitoraggio della qualità del lavoro, con funzioni di controllo e la redazione di report annuali sull’applicazione della legge e sui costi della manodopera negli appalti pubblici.

Ora il testo è atteso in Aula per l’approvazione definitiva. «È un tema identitario del Movimento 5 Stelle – sottolinea Solinas – contrastare il dumping contrattuale significa introdurre più regole contro chi abbassa tutele e salari e garantire maggiore dignità a chi lavora. Migliorare la qualità del lavoro vuol dire migliorare la qualità della vita».


Scopri di più da Kalaritana Media

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.