Diocesi

Azione Cattolica Ragazzi: ad Assemini in cammino per la pace Presente l'arcivescovo Baturi e monsignor Thomas Habib, della diocesi cattolica copta di Sohag

C’è una prospettiva che cambia tutto: guardare il mondo dall’alto. Gli astronauti lo chiamano l’effetto overview: da lì, i confini svaniscono, le guerre sembrano assurde, solo una piccola sfera blu fluttua nel vuoto stellato.

Quest’anno, l’Azione cattolica dei ragazzi ha arruolato i piccoli per essere l’equipaggio di una missione speciale: una spedizione coraggiosa verso il cuore dell’altro, dove l’unica mappa ammessa è quella della fraternità e l’unico carburante è la gioia di camminare insieme.

Il nostro slogan, «Terra in Pace», che a noi piace leggere anche come «Pace in Terra», non è tanto un desiderio quanto un piano di volo.

Per questo, ieri ad Assemini, in tanti si sono ritrovati per camminare insieme dalla chiesa di Santa Lucia alla chiesa della Beata Vergine del Carmine, per trasmettere che la pace non è un’idea astratta ma l’ingranaggio che inizierà a muoversi solo se ciascuno di noi si impegna a fare la sua parte.

Presente all’iniziativa, monsignor Giuseppe Baturi e il vescovo della Diocesi cattolica copta di Sohag monsignor Thomas Habib.

Se un bullone si allenta, se un cuore si chiude nell’indifferenza, l’astronave intera rischia la deriva.

È quindi nel «piccolo» — nei gesti quotidiani, come una parola sussurrata tra i banchi di scuola — che si stabilisce la direzione dell’Universo.

A rendere ancora più concrete le nostre intenzioni di pace, sarà l’acquisto di una spilla con il logo dell’iniziativa nazionale per il mese della pace dell’Azione cattolica, che servirà a sostenere i progetti della «Custodia di Terra Santa», rendendo le nostre impronte una carezza gentile per i nostri coetanei tra le macerie dei conflitti.

La Marcia della pace è anche la nostra risposta all’appello di papa Leone XIV per una pace «disarmata e disarmante» che ci esorta a un disarmo dei cuori contro violenza e nazionalismo, promuovendo l’amore e la speranza contro il fatalismo, e sottolineando che questa pace è forza umile, non debolezza, che nasce da Dio e vince la paura. Meno scudi e più mani tese e braccia spalancate.

L’Azione cattolica di Cagliari vuole gridare, con la forza e il coraggio silenziosi di un bambino, che nessuno è troppo piccolo per cambiare il destino della casa comune.

Perché la pace non cade dalle stelle ma decolla dalla Terra ogni volta che camminiamo alla stessa velocità dell’altro.

Matteo Fanzecco – Responsabile diocesano Acr

 


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