Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
XXV Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)
Gli ultimi saranno primi.
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna.
Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna.
Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”.
Ed essi andarono.
Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto.
Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”.
Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”.
Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”.
Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro.
Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più.
Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro.
Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene.
Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio?
Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”.
Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».
(Mt 20,1-16)
Commento a cura di Roberto Piredda
«Andate anche voi nella vigna».
È l’invito che il padrone rivolge in diversi momenti della giornata, dall’alba fino alla sera, a dei lavoratori coinvolti per l’occasione.
Ciò che colpisce i lavoratori chiamati per primi è il comportamento del padrone, che offre la stessa paga, un denaro, a chi ha lavorato per l’intera giornata e a chi solo per un’ora.
Un tale modo di fare potrebbe lasciare, comprensibilmente, disorientati.
Non si tratta di ricavare dalla parabola un discorso sui rapporti di lavoro e la giustizia sociale.
Si parla invece, in modo provocatorio, del Regno dei cieli e dello stile che Dio ha con i suoi figli.
Un primo aspetto da notare nell’agire del padrone è che egli non accetta che ci siano dei «disoccupati». La chiamata a far parte del Regno di Dio è per tutti, nessuno escluso.
Tutto si gioca nell’incontro di due libertà: quella di Dio che desidera attirare tutti a sé, alla sua verità e al suo amore, e quella dell’uomo che può accogliere o meno il suo invito.
Quelli che, per ragioni sociali o religiose, vengono considerati «ultimi», se accolgono la proposta di Dio, possono diventare «primi».
Al contrario, chi presume di essere «primo», stando quindi vicino a Dio, magari solo per virtù propria, rischia invece la retrocessione, tornando «ultimo».
La vera ricompensa, ignorata dagli operai della prima ora, concentrati unicamente sul «peso della giornata e il caldo», è quella di essere stati chiamati a lavorare nella vigna.
Si tratta di stare al servizio del Signore, collaborando alla sua opera.
Non va dimenticato che il «premio» autentico è il Regno.
A chi si lamenta perché ad altri è stata data un’identica ricompensa, Dio risponde ponendo in risalto la sua giustizia, che supera i ristretti calcoli umani per entrare nello spazio della misericordia.
La libertà del Padre non è però quella dell’arbitrio, ma dell’amore gratuito.
La differenza tra «primi» e «ultimi» non è data per sempre, a chiunque è offerta la possibilità di essere «primo», cioè di far parte del Regno dei cieli.
L’invito alla conversione fatto agli operai della prima ora è proprio quello di spogliarsi del giudizio, della pretesa di essere migliori, per prendere parte alla gioia di Dio, considerando un dono quanto proviene da Lui e non come un mero possesso, conquistato solo con i propri meriti.
L’atteggiamento da portare avanti è quello della gratitudine per la generosità di Dio, che non smette mai di farsi «mendicante» degli uomini, in ogni situazione di vita, chiamandoli a seguirlo e a vivere da suoi figli.
Condividi:
Scopri di più da Kalaritana Media
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.