
La morte di Michele Fuedda, operaio quarantenne deceduto dopo un incidente all’interno nel cantiere della strada statale 195 nella mattinata di ieri, mercoledì 30 luglio, ha riportato l’attenzione sulla questione della sicurezza sul luogo di lavoro. Un’emergenza confermata dai numeri presentati dall’Inail nell’ultimo report presentato a inizio luglio, oltre che dalla tragica morte dell’operaio di Pula.
La denuncia dei sindacati
I sindacati Cisl e Cgil hanno preso posizione nella serata di ieri, chiedendo risposte alle istituzioni nazionali e non. Con l’obiettivo di fermare quella definita come una «strage». «Ogni morte sul lavoro – ha dichiarato il segretario generale della Cisl Sarda Pierluigi Ledda – è una ferita che colpisce tutta la comunità. La sicurezza non può essere trattata come un costo o una formalità, ma come un diritto imprescindibile. Servono più controlli, più formazione e cantieri sicuri prima che l’attività abbia inizio. Nessun profitto – ha concluso Ledda – giustifica il rischio di perdere una vita umana. La CISL fermare questa strage silenziosa è una priorità assoluta».
Parole a cui fanno eco quelle del segretario generale della Cgil sarda Fausto Durante. «Siamo profondamente colpiti dall’ennesima morte sul lavoro ma non ci rassegniamo a una strage inaccettabile – ha affermato Durante – La strage dei lavoratori continua, mentre le proposte sindacali per affrontare il tema, ad esempio l’istituzione della procura nazionale del lavoro, la previsione del reato di omicidio sul lavoro, una vera patente a punti per mettere fuori mercato le imprese che non rispettano le leggi, il potenziamento degli ispettorati del lavoro, lo stanziamento di risorse per nuove assunzioni, continuano a rimanere senza risposta».
Sul tema è intervenuto anche il segretario generale della UIL Pierpaolo Bombardieri, nel corso della mattinata di oggi giovedì 31 luglio, prima dell’inizio dei lavori del consiglio confederale del sindacato in Sardegna. «Questa strage non si vuole fermare, ognuno deve assumersi la propria responsabilità. Il governo ha aperto un tavolo ed è sicuramente un fatto positivo – ha detto Bombardieri – adesso servono i fatti concreti, servono le decisioni, serve intervenire sugli appalti a cascata e sulle gare al massimo ribasso, serve decidere di utilizzare le risorse e ognuno deve assumersi la responsabilità delle proprie azioni. Non è più tollerabile – ha concluso Bombardieri – questa strage quotidiana di persone che lasciano la vita solo perché vanno a lavorare
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