
L’esterno di una scuola (foto Ansa)
La campanella in Sardegna suonerà il 15 settembre, ma in molte scuole all’appello mancheranno ancora i dirigenti titolari. A denunciarlo è il coordinamento dei presidenti dei consigli d’istituto dell’isola, che segnala la presenza di 24 istituti senza preside a fronte di soli 11 posti messi a concorso.
Secondo i dati diffusi, saranno 13 le autonomie scolastiche affidate in regime di reggenza per l’anno in corso, in gran parte situate in territori periferici. Una situazione che, spiegano, deriva da una serie di cause: le norme introdotte dalla legge finanziaria del 2022, che hanno ridotto progressivamente il numero di dirigenti scolastici, e la riforma sul dimensionamento, che ha comportato accorpamenti e riduzioni di istituti.
Le conseguenze, sottolinea il coordinamento, sono pesanti: discontinuità gestionale, difficoltà organizzative e rischio di dispersione scolastica, soprattutto nelle aree più fragili. Le misure temporanee adottate a livello regionale, pur giudicate positive, non bastano a risolvere un problema che viene definito “sistemico”.
Per questo, i presidenti dei consigli d’istituto chiedono una riflessione più ampia sulla governance scolastica. La proposta è di attribuire alle Regioni un ruolo più attivo nella definizione del numero e della distribuzione delle autonomie, così da rispondere meglio alle specificità territoriali e promuovere uno sviluppo coerente sul piano culturale, educativo ed economico.
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