
Le Sezioni Unite della Corte Suprema di Cassazione hanno ribaltato una sentenza del Tribunale di Nuoro, riconoscendo come legittimi i conguagli regolatori adottati da Abbanoa e fatturati nel 2014.
A darne notizia è lo stesso gestore idrico con una nota ufficiale.
Secondo la decisione depositata in questi giorni, il Tribunale aveva commesso un errore di diritto quando aveva stabilito che le partite pregresse relative al periodo 2005-2011 non potessero essere richieste in virtù dei principi di irretroattività degli atti amministrativi e di buona fede contrattuale.
Gli avvocati del gestore unico avevano presentato ricorso contro una sentenza del 2020, relativa al contenzioso con tre utenti che contestavano le fatture pregresse.
Abbanoa ha ricordato che non si tratta della prima pronuncia favorevole sul tema: già nel 2022 le Sezioni Unite si erano espresse confermando la legittimità delle partite pregresse, ma allora limitatamente alla prescrizione.
La nuova sentenza affronta invece anche gli aspetti regolatori, riconoscendo che il gestore sardo aveva applicato le disposizioni dell’Autorità nazionale sui servizi idrici (allora Aeegsi, oggi Arera), recepite e quantificate a livello regionale dall’Autorità d’Ambito.
Secondo Abbanoa, le partite pregresse rappresentavano un necessario allineamento dei costi in una fase di transizione tra diversi sistemi di regolazione, per garantire il principio europeo del full cost recovery, cioè il recupero integrale delle spese del servizio idrico integrato.
Il gestore ha sottolineato che la pronuncia della Suprema Corte, pur riferita al singolo caso, farà giurisprudenza e potrà incidere anche sui contenziosi ancora in corso, sia nei ricorsi individuali che nelle azioni collettive.
Scopri di più da Kalaritana Media
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.