Economia

Energia, la Sardegna paga ancora di più: 77 milioni di euro di extracosto per le imprese Confartigianato: più fonti rinnovabili, efficienza e fiscalità. In bolletta +43,3% per le famiglie rispetto al 2021

Il caro energia continua a pesare su imprese e famiglie sarde. Nonostante il calo dei consumi e un parziale rallentamento dei prezzi, il mercato energetico dell’Isola è ancora “gonfiato”.

Tra il 2023 e il 2024, le piccole e medie imprese hanno subito un extracosto di 77 milioni di euro, mentre i prezzi al consumo per elettricità e gas risultano ancora superiori del 43,3% rispetto al 2021.

Il dato emerge dall’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, su dati Movimprese e Terna, presentata a Cagliari nell’ambito della «Settimana per l’Energia e la Sostenibilità 2025», evento dedicato ai temi della transizione ecologica e della manifattura sostenibile.

Le PMI isolane, in particolare nei settori dell’alimentare, moda, legno, vetro, metalli e gioielleria, scontano uno spread energetico di 14 milioni di euro rispetto alle realtà europee di pari dimensione, pari allo 0,04% del valore aggiunto regionale.

Meloni: «Non bastano gli annunci, servono interventi strutturali»

«La nostra analisi – afferma Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – mostra l’urgenza di interventi di politica energetica su più fronti : diversificazione delle fonti, sostegno convinto alle rinnovabili ed efficientamento energetico di imprese ed edifici».

Meloni sottolinea anche la necessità di riequilibrare il carico fiscale sulle bollette, che oggi penalizza le aziende di piccole dimensioni. «Le nostre imprese – afferma – non chiedono privilegi, ma regole chiare e coerenti con il principio europeo del “chi inquina paga”. Oggi, invece, chi consuma meno paga di più».

Consumi e prezzi in Sardegna

Nel 2023, il consumo di energia elettrica in Sardegna è stato di 7.637 GWh, di cui 5.216 GWh (68,3%) concentrati tra industria e servizi. Il settore industriale resta il più energivoro, con una quota del 40,6%, seguito dai servizi (27,7%).

Nello stesso periodo, il consumo complessivo di energia è diminuito del 5,9%, un calo più marcato rispetto al -2,9% nazionale, con una contrazione del 10,5% per l’industria.

Nonostante questo rallentamento, i prezzi retail di elettricità e gas in Sardegna restano oltre il 42% più alti rispetto al 2021. Nei primi sette mesi del 2025, il calo dei prezzi (-3,6%) non è bastato a colmare il divario con la media europea, anche se l’aumento complessivo è inferiore al +49,8% registrato in Italia.

Le famiglie sarde nel 2023 hanno speso 1,014 miliardi di euro per energia elettrica e gas, pari al 4,9% della spesa totale dei consumi, in linea con il dato nazionale (4,7%), ma con un peso sul PIL regionale del 2,6%, superiore alla media italiana del 2,1%.

Green economy in frenata

Il dossier segnala anche una frenata negli investimenti green: nel 2024 solo il 21,4% delle imprese sarde ha investito in tecnologie sostenibili, in calo di 4,1 punti rispetto al 25,5% del 2023.

Resta invece alta la domanda di competenze green: l’attitudine al risparmio energetico e alla sostenibilità è richiesta per l’81,8% delle nuove assunzioni previste, ma nel 47,1% dei casi le imprese dichiarano difficoltà nel reperire personale qualificato, pari a circa 61.400 lavoratori.

«Serve un cambio di passo – conclude Meloni –. La sostenibilità non può restare sulla carta: va sostenuta da politiche fiscali e incentivi che liberino risorse per le PMI e per chi crede davvero nella transizione verde».


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