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Baturi: «Non basta usare il digitale, dobbiamo abitarlo» Nel suo intervento per Dianoia, l’Arcivescovo riflette sulla presentazione del nuovo logo e del nuovo portale diocesano: la Chiesa è chiamata ad abitare il digitale con ascolto, linguaggi nuovi e uno sguardo di fede

Il processo di rinnovamento della comunicazione diocesana ha vissuto questo venerdì un momento decisivo: è stato presentato il nuovo logo e il nuovo portale web della Diocesi di Cagliari. Si conclude così un cammino che potremmo definire “sinodale”, fatto di coinvolgimento, di competenze e di collaborazione tra la nostra diocesi, la Conferenza Episcopale Italiana – che ringraziamo – e tanti operatori delle parrocchie e delle realtà ecclesiali.

Non si tratta semplicemente di utilizzare nuovi strumenti. Come ricordava il cardinale Ratzinger, la Chiesa non è chiamata solo a usare i mezzi digitali, ma ad abitarli. La differenza è quella della vita: abitare significa entrare in questo spazio con autenticità, stabilire relazioni significative, condividere non solo informazioni ma il senso stesso dell’esistenza.

La Chiesa desidera abitare il digitale perché vuole incontrare ogni uomo e condividere con tutti la speranza radicale che Cristo ci ha donato. Il nuovo portale e il nuovo logo nascono da un ascolto continuo della realtà ecclesiale e umana: la comunicazione è infatti ascolto e incontro, è attenzione alle storie, alle attese, alle domande.

Accanto all’ascolto c’è il racconto, che deve essere chiaro, immediato, capace di usare linguaggi comprensibili ai diversi interlocutori. In questo racconto è già presente l’annuncio: la fede oggi è vissuta e testimoniata dalle comunità e dagli uomini di fede, ed è proprio questa vita che il portale vuole narrare.

Il portale comunica anche uno sguardo di fede sulla nostra diocesi, sulla Sardegna, sull’Italia e sul mondo. Uno sguardo che non rinuncia a un giudizio: chiamare le cose per nome, leggere la storia alla luce del Vangelo, dare ragione della speranza che portiamo.

In fondo tutto questo appartiene al compito essenziale della Chiesa, anche quando si fa “abitante digitale”: restare fedele al mandato del suo Fondatore e portare la lieta notizia. Lo facciamo con gli strumenti di oggi, come la Chiesa ha sempre fatto nei secoli, per incontrare gli uomini, ascoltarli, raccontarli e offrire un giudizio che nasca solo dal desiderio di comunicare il Vangelo della Risurrezione e la presenza viva del Signore tra noi.

Giuseppe Baturi
Arcivescovo

 


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