
È iniziato in Commissione Bilancio del Consiglio regionale il ciclo di audizioni sulla manovra finanziaria 2026-2028, con l’ascolto delle associazioni agricole e dei sindacati.
Coldiretti, Cia e Confagricoltura hanno chiesto maggiore attenzione per il settore primario, definito strategico per l’economia sarda. Confagricoltura ha sollecitato una visione chiara di sviluppo, criticando l’assenza di risposte su spopolamento delle aree interne, cambiamenti climatici, emergenza idrica e politiche di filiera, oltre al crescente numero di aziende che chiudono e all’invecchiamento degli operatori.
Da qui la richiesta di un piano straordinario per il ricambio generazionale e di investimenti strutturali. Coldiretti e Cia hanno condiviso le preoccupazioni, evidenziando la mancanza di una strategia complessiva e il forte deficit produttivo in settori come ortofrutta e florovivaismo.
I sindacati hanno accolto positivamente la chiusura della vertenza sulle entrate fiscali, ma hanno chiesto scelte politiche più incisive.
La Cgil ha sollecitato maggiori investimenti nella sanità pubblica, nuove assunzioni e politiche industriali più strutturate, criticando il ricorso ai cantieri occupazionali.
La Cisl ha sottolineato le criticità del mercato del lavoro, dei salari e delle pensioni, chiedendo una programmazione più efficace, un ente bilaterale per la formazione e più attenzione alla sicurezza sul lavoro.
La Uil ha definito la manovra un passaggio cruciale dopo l’accordo con lo Stato, invitando a superare la logica emergenziale, rafforzare la sanità, varare un piano straordinario di assunzioni e una strategia industriale.
L’Ugl ha auspicato l’approvazione della finanziaria entro l’anno, chiedendo più interventi su sanità territoriale e fragilità.
Le audizioni proseguiranno nelle prossime ore.
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