
L’Arcivescovo monsignor Giuseppe Baturi durante la celebrazione del Te Deum
È stato celebrato, come di consueto, nella Cattedrale di Cagliari e nella serata di oggi, mercoledì 31 dicembre, il Te Deum di Ringraziamento. A presiedere la celebrazione l’Arcivescovo di Cagliari monsignor Giuseppe Baturi.
Un momento sentito dalla comunità quello avvenuto nell’ultimo giorno del 2025, anno segnato nella storia della Chiesa dal Giubileo della Speranza, aperto da Papa Francesco e che si chiuderà, il prossimo 6 gennaio, sotto la guida di Papa Leone XIV. Un anno in cui, come ha ricordato Baturi durante l’omelia «non possiamo dire che tutto sia stato buono, vero e bello, ma che il Dio buono, vero e bello è stato con noi, non ci ha abbandonati, ci è venuto incontro dentro i fatti, attraverso le testimonianze e gli incontri». Un concetto che l’Arcivescovo ha voluto sottolineare nuovamente, dopo però aver ricordato la violenza che ha segnato l’anno passato, parlando delle tragedie in diverse parti del mondo, a partire dall’Ucraina, passando per Gaza e per diversi luoghi del continente africano. Perché nonostante ciò «l’anno passato non è stato vuoto, è stato pieno di avvenimenti confortanti, profondo di senso, aperto all’eterno». Un passaggio a cui è seguito il riferimento alla Lettura del Vangelo di Luca della Solennità della Madre di Dio, utile a comprendere come attorno al bambino Gesù cominci a crearsi «una comunità composta da persone dal cuore semplice, che ascoltano i segni di bellezza, che si stupiscono di ciò che supera la loro misura di comprensione, che glorificano Dio per quanto riescano a vedere e udire». Una comunità da cui prendere oggi esempio: «Ciascuno di questi protagonisti è forte di ciò che accade, è forte dell’avvenimento di Gesù, sono umili ma semplici nell’aprirsi alle cose grandi. Di amici come questi e di queste comunità abbiamo bisogno. Sono queste – ha messo in luce Baturi – le compagnie che possono rinnovare il mondo».
Parole che hanno anticipato la conclusione dell’omelia contraddistinta dall’augurio finale per un 2026 all’insegna della semplicità e dell’amore: «Vi auguro con tutto il cuore di poter vivere il tempo che Dio vorrà donarci forti di questa semplicità di cuore e di comunità che si raduna attorno alla mangiatoia, comunità di poveri e di semplici, che si stupiscono, fanno memoria, annunciano e si vogliono bene con quella libertà e tenerezza divine che la Vergine Madre ha introdotto in modo singolare nel mondo».
La celebrazione si è chiusa con il Canto del Te Deum, accompagnato dalla Polifonica Karalitana, diretta dal Maestro monsignor Gianfranco Deios.
Scopri di più da Kalaritana Media
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
