Kalaritana Avvenire

Pace, liturgia e lavoro: le sfide del presente nel nuovo Kalaritana Avvenire Dalla Carta di S’Aspru come impegno dei territori per la pace, alla formazione liturgica come fede vissuta, dal cammino biblico dell’Esodo alla crisi del Sulcis, uno sguardo sulla realtà che interpella la Chiesa e la società

Il nuovo numero di Kalaritana Avvenire propone un percorso che attraversa fede e vita civile, mettendo al centro alcune questioni decisive del nostro tempo. I contributi principali seguono un filo chiaro e progressivo, che va dalla cura della liturgia all’ascolto della Parola, dalle sfide del lavoro fino all’impegno per la pace come responsabilità condivisa.

Lavoro e futuro nel Sulcis
In prima pagina la crisi del Sulcis-Iglesiente, territorio segnato da difficoltà industriali e occupazionali che continuano a interrogare il futuro. La mancanza di investimenti, l’alto costo dell’energia e l’assenza di una strategia industriale strutturata rendono fragile il tessuto sociale. Il lavoro viene letto non solo come questione economica, ma come nodo umano e comunitario, che coinvolge istituzioni, imprese e società civile.

La liturgia come fede pregata e vissuta
Segue la riflessione sulla formazione liturgica, intesa come dimensione essenziale della vita ecclesiale. La liturgia non è presentata come semplice rito, ma come esperienza che plasma la fede attraverso gesti, silenzi, canto e ascolto della Parola. Sacerdoti, ministri e laici sono chiamati a una cura condivisa della celebrazione, perché essa diventi luogo autentico di incontro con Dio e di crescita della comunità.

Sui passi dell’Esodo: la Parola che guida il cammino
Altro contributo centrale è dedicato al pellegrinaggio biblico “Verbum Domini”, proposto come vero itinerario spirituale ispirato all’Esodo. Un cammino che attraversa luoghi simbolici della storia della salvezza e invita a rileggere la propria vita come percorso di liberazione, alleanza e rinascita. La Parola di Dio emerge come guida concreta per la fede e per le scelte personali e comunitarie.

 La pace come responsabilità dei territori
Chiude il numero la riflessione sulla Carta di S’Aspru, documento nato dall’ascolto del dolore provocato dalle guerre e assunto come riferimento etico e civile anche dalle istituzioni locali. La pace è proposta come compito concreto affidato ai territori, chiamati a tradurre il ripudio della guerra in scelte educative, sociali e culturali capaci di incidere nella vita quotidiana delle comunità.


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