Politica

Finanziaria, stop al voto: 6mila emendamenti e accordo sul fondo unico I consiglieri regionali ritornaranno in Aula martedì prossimo, 20 gennaio per riprendere l’esame della legge

Pausa nel dibattito sulla legge di stabilità da 11,6 miliardi: i consiglieri regionali si prenderanno una pausa fino a martedì prossimo, 20 gennaio, prima di riprendere l’esame della Finanziaria.

Il presidente del Consiglio, Piero Comandini, dopo gli interventi dei capigruppo e la votazione del passaggio agli articoli, ha chiuso la seduta e convocato la commissione Bilancio per l’analisi degli oltre seimila emendamenti lunedì 19 gennaio alle 15.

L’aula si è animata tra interventi critici e appelli alla «riflessione coraggiosa».

Paolo Truzzu, capogruppo di Fdi, ha invitato a «ribaltare la Finanziaria e ragionare su come utilizzare al meglio le risorse disponibili per risolvere i problemi dei cittadini».

Truzzu ha attaccato la giunta Todde: «Evitiamo di adagiarci sul solito refrain della scarsa massa manovrabile. Oggi manca la capacità di programmare, non ci sono misure politiche né proposte per lo sviluppo. Se non faremo scelte coraggiose, i soldi della vertenza entrate saranno ingoiati nelle poste di bilancio».

Sul fronte del Pd, il capogruppo Roberto Deriu ha sottolineato l’importanza dell’aumento del fondo unico per gli enti locali di 100 milioni, fortemente voluto dai dem. «Siamo contro l’accentramento e a favore della sussidiarietà – ha spiegato – vicini agli amministratori locali responsabili della gestione delle risorse per i bisogni dei territori».

Proprio sull’incremento del fondo unico si è registrato l’unico punto di accordo tra le forze politiche.

Truzzu ha tuttavia aggiunto una stoccata: «Il problema è vostro, siete divisi e non sapete se lo volete davvero». «Abbiamo presentato 5.288 emendamenti – ha annunciato il capogruppo meloniano – non per ostruzionismo, ma per far riflettere la maggioranza: a questo punto della legislatura non ci sono più scuse per non fare scelte coraggiose».

L’assessore al Bilancio e vicepresidente della Giunta, Giuseppe Meloni, ha difeso la manovra: «Questa Finanziaria rappresenta il massimo che si potesse fare in una condizione difficile. L’unico fondo “aggredibile” per misure di bandiera sarebbe stato quello sullo spopolamento, che abbiamo scelto di tenere in attesa di una verifica approfondita sui risultati attesi».

Il confronto proseguirà quindi la prossima settimana, con la commissione chiamata a esaminare migliaia di emendamenti e le decisioni della maggioranza ancora in bilico su alcune delle risorse più critiche per la Sardegna.


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