Emergenza idrica

Perra: «Le ultime piogge hanno portato acqua nelle dighe» Parla il presidente del Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale

Le piogge eccezionali che hanno colpito la Sardegna nei giorni scorsi, concentrate in pochi giorni ma con quantitativi equivalenti a quelli di quattro mesi, hanno lasciato dietro di sé un bilancio complesso, fatto di criticità ma anche di opportunità per il sistema idrico regionale. Un evento estremo che ha messo alla prova territori, campagne e infrastrutture, riportando al centro del dibattito la gestione della risorsa acqua in un contesto climatico che diventa sempre più instabile.

A fare il punto al riguardo è Efisio Perra, presidente del Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale, intervenuto in diretta su Radio Kalaritana. «In alcuni territori si sono registrate piogge molto importanti che hanno creato un forte disagio alle aziende agricole, in particolare a quelle agropastorali», spiega Perra, sottolineando come il maltempo abbia inciso soprattutto sulle condizioni di lavoro degli allevatori, costretti a governare il bestiame in situazioni difficili. «In questi casi – aggiunge – i danni dovranno essere valutati attentamente».

Il quadro, tuttavia, non è uniforme in tutta l’Isola. In diverse aree, in particolare nel nordovest e in parte del Medio Campidano, le precipitazioni sono state più regolari e hanno prodotto effetti positivi. «In queste zone le piogge sono state più ordinarie e hanno avuto un beneficio diretto per le campagne», osserva il presidente del Consorzio, mettendo in evidenza come l’aspetto più incoraggiante riguardi l’aumento delle scorte idriche. «Il dato positivo è che migliora la situazione dei bacini e quindi la disponibilità della risorsa idrica in vista delle prossime stagioni».

Nel sud-est dell’Isola, invece, l’evento meteorologico ha rappresentato un passaggio decisivo dopo mesi di sofferenza. «In quest’area la situazione è sicuramente migliorata » , afferma Perra, indicando in particolare il sistema del Flumendosa, uno dei più importanti per l’approvvigionamento idrico della Sardegna. «Potrebbe essere l’occasione per ripristinare il livello degli invasi, che erano in forte difficoltà».

Resta però aperto il tema della sicurezza e della gestione degli eccessi. In diversi bacini si è reso necessario aprire le paratie per evitare situazioni di pericolo, con la conseguente dispersione di grandi quantità d’acqua. Un paradosso che, secondo il presidente del Consorzio, deve spingere a una riflessione strutturale: «Di fronte all’estre-mizzazione degli eventi climatici, il potenziamento delle interconnessioni tra i sistemi è una necessità, laddove tecnicamente possibile». L’obiettivo è evitare che una risorsa preziosa venga persa e, allo stesso tempo, garantire la sicurezza dei territori a valle.

Le criticità non mancano, soprattutto alla foce del Flumendosa, dove alle piogge si sommano le mareggiate che rallentano il deflusso verso il mare, aumentando il rischio per le aree più esposte. «È un peccato perdere quest’acqua – conclude Perra – quando potrebbe essere conservata e utilizzata meglio, assicurando da un lato la tutela delle campagne e dall’altro la sicurezza delle comunità».

Un evento estremo che, ancora una volta, mostra come la sfida dell’acqua in Sardegna non sia solo emergenziale, ma richieda scelte lungimiranti e investimenti capaci di coniugare cura del territorio, agricoltura e bene comune.

Andrea Pala


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