
Stato di agitazione delle segreterie regionali di Flc Cgil, Cisl Scuola, Snals Confsal, Gilda Unams e Anief contro il piano di dimensionamento scolastico predisposto dal commissario del governo Francesco Feliziani. Al centro della protesta il taglio di nove autonomie scolastiche in Sardegna, che colpisce in modo particolarmente pesante i territori di Nuoro e dell’Ogliastra.
Secondo le organizzazioni sindacali, cinque dei nove accorpamenti regionali sono concentrati proprio in quest’area, in violazione delle linee guida regionali che prevedevano un massimo di due accorpamenti. «Un accanimento inaccettabile su questi territori – denunciano le sigle – mentre vengono tutelate la Città metropolitana di Cagliari e la provincia di Oristano».
I sindacati chiedono l’immediata revisione del piano e annunciano l’avvio di una mobilitazione «ampia e determinata» che coinvolgerà tutte le zone interessate. Le conseguenze del dimensionamento, spiegano, rischiano di compromettere il funzionamento delle scuole: istituti di dimensioni eccessive, dirigenti costretti a operare a distanza e personale obbligato a continui spostamenti tra plessi separati da decine di chilometri, spesso su una rete viaria inadeguata.
Il piano si inserisce in un processo di riduzione già avviato negli ultimi anni: dal 2022 la Sardegna ha perso complessivamente 38 autonomie scolastiche. «Non c’era più nulla da tagliare», sostengono le sigle sindacali, che rivolgono un appello a personale scolastico, studenti, famiglie e amministratori locali affinché sostengano la protesta.
«La scuola non è un costo, ma un diritto – concludono – e rappresenta spesso l’ultimo presidio di democrazia e legalità nei territori più fragili».
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