Premio Nino Carrus 2025, a Borore le idee dei giovani per il futuro delle aree interne Partecipazione e qualità elevate per l’ottava edizione dedicata a transizione digitale e intelligenza artificiale, tra innovazione, sostenibilità e sviluppo delle comunità locali

Si è svolta nei giorni scorsi, nell’aula consiliare del Borore, la cerimonia di premiazione dell’ottava edizione del Premio Nino Carrus, appuntamento biennale dedicato alla valorizzazione delle idee e dei progetti dei giovani per il futuro delle aree interne della Sardegna.

L’edizione 2025, incentrata sul tema “Transizione digitale e intelligenza artificiale nelle aree interne”, ha registrato una partecipazione particolarmente significativa e un livello qualitativo elevato delle proposte presentate, capaci di coniugare innovazione tecnologica, sostenibilità e sviluppo delle comunità locali. Numerosa anche la presenza di pubblico, a conferma dell’interesse crescente verso le sfide dell’innovazione nei territori interni dell’Isola.

Alla serata ha preso parte l’assessora regionale agli Affari Generali, Mariaelena Motzo, in rappresentanza della Giunta regionale. Nel suo intervento ha portato il saluto della Regione Sardegna, sottolineando il lavoro portato avanti dall’Assessorato sul fronte dell’innovazione digitale e della trasformazione tecnologica, ed esprimendo apprezzamento per la qualità dei progetti presentati, riconosciuti come risorse strategiche per il futuro delle comunità.

Nel corso della cerimonia sono stati presentati e premiati i progetti vincitori. Per la Sezione A – Elaborati di analisi e proposta, il primo premio è stato assegnato a Enrico Virde e Alessia Mureddu per “Abbalimpia: Intelligenza artificiale per la gestione sostenibile della risorsa idrica nelle aree interne della Sardegna”, un progetto che propone un modello avanzato di monitoraggio e gestione delle risorse idriche basato su sistemi intelligenti, con rilevanti ricadute in termini di sostenibilità ambientale. Assente alla cerimonia Alessia Mureddu, impegnata in una missione umanitaria in Sierra Leone, che ha comunque fatto pervenire un videomessaggio con i suoi saluti e una riflessione sull’importanza di mettere la tecnologia al servizio delle comunità più vulnerabili.

Il secondo premio della Sezione A è stato attribuito a Margherita Chessa per “T.Z.I.A Filomena – L’Intelligenza Artificiale come leva di uguaglianza territoriale e rigenerazione”. La Commissione ha inoltre conferito due menzioni speciali a Stefano Campus e al gruppo composto da Gianluca Atzori, Valentina Vinci e Umberto Guiso.

Per la Sezione B, il premio unico è stato assegnato a Marco Pititu con il progetto “Procurade e innovare: la transizione AI come leva di riscatto sociale ed economico”, che integra innovazione digitale e sviluppo locale in una prospettiva di crescita inclusiva.

L’Associazione Nino Carrus ha voluto sottolineare l’importanza del lavoro svolto dalla Commissione giudicatrice, che ha valutato gli elaborati con attenzione, competenza e rigore. La Commissione dell’ottava edizione era composta da Antonello Menne, Antonella Fancello e Alberto Cosseddu.

Nel suo intervento introduttivo, la presidente dell’Associazione ha ricordato come il Premio Nino Carrus rappresenti «un gesto di fiducia nei confronti dei giovani e della loro capacità di immaginare ciò che ancora non esiste». Un’iniziativa che ribadisce come il contributo delle nuove generazioni non riguardi un domani lontano, ma costituisca una risorsa indispensabile già nel presente delle comunità: competenze, creatività e capacità di interpretare il cambiamento che devono trovare spazio oggi, perché il futuro delle aree interne si costruisce solo coinvolgendo i giovani come protagonisti attivi della vita sociale, culturale ed economica dei territori.


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