
Giornata Mondiale del Malato n. 1. Nell’anno 2020 lo è stata per me, in qualità di Direttore Diocesano Pastorale della Salute. Una “prima” non proprio lineare… era l’anno del Covid! Per Papa Leone XIV, la XXXIV GMM sarà la prima in qualità di Vescovo di Roma, nella dignità del Sommo Pontefice. Per la prima volta, il suo servizio ecclesiale nel contesto della malattia, notoriamente sempre presente, si concretizzerà nella autorevole testimonianza del Servus Servorum Dei! Servo dei Servi in continuità con Papa Francesco, con il suo sorprendente pellegrinaggio sulla sedia a rotelle in occasione del Giubileo del Malato. Servo dei Servi in comunione con S. Giovanni Paolo II, iniziatore della GMM e firmatario della Lettera Apostolica Salvifici Doloris. Servo dei Servi nel solco del Concilio Vaticano II, innegabile faro del suo pontificato, una luce ovvia in considerazione dell’azione dello Spirito Santo all’interno del conclave, ovvia ma pur sempre gradita, quale segno irrinunciabile della cattolicità della Chiesa.
“La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro”. Questo il tema scelto da Papa Leone per la GMM 2026 e sviluppato nel messaggio del quale, lo scorso 13 gennaio, ha fatto dono alla cristianità e all’umanità. Ancora una volta l’icona evangelica del Buon Samaritano, ulteriore segno di continuità non soltanto con i Vescovi di Roma suoi predecessori ma anche con numerosi pronunciamenti del Magistero della Chiesa, in questi ultimi anni. Doveroso accennare al documento “Samaritanus Bonus” del 2020, una lettera chiara, ferma nei valori e rispettosa nel confronto, realizzata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, per accompagnare la riflessione, estremamente impegnativa, sulla cura delle persone nelle fasi critiche e terminali della vita. INCONTRO – VICINANZA – GIOIA. Questa terna di valori da vivere e testimoniare, evidenziata fin dal primo paragrafo, racchiude l’essenza del messaggio di Papa Leone.
Interessante notare come, nella stesura della lettera, INCONTRO E VICINANZA fanno da cornice alla GIOIA. Proviamo a mettere a fuoco la grande terna di valori. INCONTRO è sinonimo di Comunione, nel mistero dell’incarnazione si realizza la perfezione dell’INCONTRO tra Dio e l’uomo, nella sacramentalità della Chiesa e in ogni esperienza sacramentale, si rinnova l’INCONTRO di Dio con l’uomo. L’INCONTRO sacramentale, da sempre prezioso nell’esperienza della malattia, necessita di approfondimento anche teologico, per una maggiore comprensione, preludio della necessaria attualizzazione. La VICINANZA è quel che distingue il dialogo reale dal dialogo formale. Si parla tanto di VICINANZA col malato, non è certo sbagliato ma bisogna distinguere la vera VICINANZA dalla banale presenza. L’accostamento a un letto ospedaliero, magari accompagnato da parole di circostanza, è inutile apparenza.
Condividere la gioia e la fatica di ogni giorno, questa è la vera VICINANZA nello spirito del Buon Samaritano. Infine, la GIOIA. W la GIOIA, abbasso la noia! Simpatico slogan di un gruppo di ministranti, con il quale a lungo ho condiviso INCONTRO e VICINANZA nella vivacità della vita parrocchiale. La noia è nemica subdola e pericolosa del malato. “Sono annoiato/a”, è un’affermazione che non di rado risuona nei reparti ospedalieri e… non deve essere sottovalutata. Potrebbe essere espressione di un disagio profondo e se anche così non fosse, ogni forma di noia necessita di una GIOIA piena che faccia da contraccolpo. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena (Gv 15,11). In questa GIOIA il senso e l’eternità della vita. Con questa GIOIA, la VICINANZA col malato. Per questa GIOIA, insieme al malato, l’INCONTRO sacramentale.
di Marcello Contu
direttore dell’Ufficio diocesano della Pastorale della Salute
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