Lavoro

Industria in crisi nel Sulcis: i sindacati chiedono al Governo risposte immediate su Portovesme In due assemblee la richiesta di inteventi da parte del Ministero per sbloccare le vertenze

Servono risposte prima di tutto dal Governo: il ministro Urso aveva preso impegni precisi per Portovesme che però non si sono ancora realizzati e non c’è più tempo da perdere. Nel frattempo la Regione deve stare al fianco dei lavoratori.

È la richiesta dei sindacati dopo le assemblee sul rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici e sulle vertenze industriali del Sud Sardegna.

Un primo momento è stato organizzato a Sarroch dalle segreterie regionali di Fiom, Fsm e Uilm per discutere della crisi dell’industria e dell’ipotesi di accordo sul nuovo contratto nazionale, su cui i lavoratori sono chiamati a votare fino al 20 febbraio.

Il secondo a Portoscuso in una sala gremita in ogni ordine di posti.

Sono oltre 10 mila i metalmeccanici sardi coinvolti in queste settimane nelle assemblee nei luoghi di lavoro per esaminare la proposta di rinnovo.

La grande partecipazione è per i sindacati segno della voglia di decidere sul rinnovo del contratto nazionale. Tutti hanno espresso grande sostegno all’ipotesi di un accordo che aumenta il salario oltre l’andamento dell’inflazione e garantisce, nel caso di picco inflattivo.

La preoccupazione è però per la situazione del Sulcis, dove la crisi dell’area industriale di Portovesme continua a pesare su centinaia di famiglie: gli operai hanno ricordato i rappresentanti dei lavoratori sono disperati e arrabbiati ma decisi a riconquistare il lavoro. Non vogliono stare a casa con gli ammortizzatori sociali, chiedono di rientrare in fabbrica.

Tra gli operai del Sulcis si parla di nuova mobilitazione. «Servono risposte, una volta per tutte», ribadiscono i segretari di Fiom, Fsm e Uilm. La tensione resta alta, mentre migliaia di lavoratori attendono segnali concreti sul futuro dell’industria nel territorio.


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