Il movimento dei Cursillos di cristianità riparte dalla preghiera Assemini ospiterà il ritiro spirituale all’inizio della Quaresima per l'avvio di un cammino di rilancio

All’inizio del tempo quaresimale, il Movimento dei Cursillos di Cristianità della diocesi di Cagliari si prepara a vivere un momento particolarmente significativo di preghiera, discernimento e comunione ecclesiale.

Domenica 22 febbraio, presso la Parrocchia Beata Vergine del Carmine in Assemini, si terrà il ritiro spirituale che segnerà, di fatto, il primo passo comunitario del percorso di accompagnamento e di rilancio avviato su indicazione dell’Arcivescovo, mons. Giuseppe Baturi.

L’appuntamento, aperto a tutti i cursillisti, inizierà alle 16 con l’accoglienza, cui seguirà la meditazione guidata da don Giulio Madeddu. La preghiera comunitaria di invocazione dello Spirito Santo accompagnerà poi i partecipanti verso la celebrazione eucaristica delle ore 18, presieduta da don Gabriele Casu, insieme alla comunità parrocchiale.

Un tempo di conversione anche comunitaria

Se la Quaresima è, per tutta la Chiesa, tempo di conversione personale e di ritorno all’essenziale, per il Cursillo diocesano questo tempo assume anche il volto di una conversione comunitaria: un invito a rimettere al centro il dono ricevuto, l’annuncio del Vangelo e la testimonianza negli ambienti di vita.

Il cammino biennale avviato dall’Arcivescovo si colloca proprio in questa prospettiva: accompagnare il Movimento in un tempo di ascolto, di discernimento e di rinnovata fecondità missionaria, nella piena comunione tra laici e presbiteri che costituisce uno dei tratti identitari dell’esperienza cursillista.

Una storia che parla ancora al presente

Guardare al futuro, per il Cursillo cagliaritano, significa anche custodire con gratitudine una storia lunga e feconda.

Il primo “piccolo corso” di cristianità nella diocesi di Cagliari si svolse dal 28 al 31 ottobre 1971, grazie all’iniziativa di alcuni fratelli provenienti dalla diocesi di Fermo. Quell’inizio, vissuto quasi in sordina, fu percepito fin da subito come l’avvio di qualcosa destinato a crescere nel tempo.

Da allora il Movimento ha attraversato decenni di vita ecclesiale, formando generazioni di laici e presbiteri chiamati a vivere e testimoniare il Vangelo negli ambienti ordinari della vita.

In oltre cinquant’anni di attività in diocesi sono stati celebrati più di 170 Cursillos, con circa di 4.000 partecipanti tra uomini, donne e sacerdoti, dando vita a un tessuto diffuso di Ultreya, gruppi di perseveranza, scuole responsabili e percorsi formativi.

Numeri che non raccontano solo un’organizzazione, ma soprattutto un’esperienza spirituale capace di incidere nella pastorale ordinaria, nella vita parrocchiale e negli ambienti sociali.

Un carisma di evangelizzazione degli ambienti

Fin dalle origini, i Cursillos si sono configurati come un Movimento di evangelizzazione kerygmatica, orientato al primo annuncio e alla riscoperta della vocazione battesimale. Nati in Spagna, a Palma di Maiorca, alla fine degli anni Quaranta per intuizione di Eduardo Bonnin e di un gruppo di giovani laici, i “piccoli corsi di cristianità” hanno presto assunto la forma di uno strumento pastorale capace di suscitare una fede viva e incarnata.

Il loro metodo – fondato sull’esperienza intensa dei tre giorni, sulla testimonianza vissuta e sulla perseveranza nei gruppi – mira a formare cristiani capaci di “fermentare di Vangelo” gli ambienti quotidiani: famiglia, lavoro, relazioni sociali.

Non una pastorale di conservazione, ma una presenza missionaria che opera dentro la vita ordinaria, là dove spesso la fede rischia di rimanere marginale.

Ripartire dalla preghiera

È in questo orizzonte che si colloca il ritiro di Quaresima del 22 febbraio: non un semplice appuntamento spirituale, ma un gesto ecclesiale che affida allo Spirito il cammino che si apre.

L’invito rivolto a tutti i cursillisti è quello di vivere questo tempo con intensità, accompagnando il percorso diocesano con la preghiera personale e comunitaria, nella fiducia che ogni autentico rilancio nasce non da strategie organizzative, ma da cuori rinnovati.

Affidato all’intercessione di Maria, Madre della Chiesa, e di San Paolo, patrono del Movimento, il Cursillo di Cagliari si prepara così a vivere una nuova stagione di evangelizzazione, nella consapevolezza che il dono ricevuto continua a essere, oggi come ieri, una risorsa preziosa per la vita della Chiesa locale.


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