
Le comunità parrocchiali di San Giorgio a Siliqua e di San Lucifero a Vallehermosa si preparano al pellegrinaggio di marzo a Roma con un percorso di incontri, catechesi e momenti musicali.
«L’iniziativa – racconta ai microfoni di Radio Kalaritana il parroco, don Enrico Murgia – nasce dal desiderio di unire le due comunità e andare al fondamento della fede. Dopo la mia nomina come amministratore parrocchiale di Vallermosa, mantenendo l’ufficio di parroco a Siliqua, abbiamo sentito l’esigenza di costruire un cammino comune. Il pellegrinaggio a Roma, con la richiesta di partecipazione all’udienza generale, vuole essere un momento forte: le comunità si aspettano anche un saluto specifico da parte del Papa, ma soprattutto desiderano radicarsi in ciò che è il centro della nostra fede».
In quanti parteciperanno al pellegrinaggio?
Saremo in 106. Abbiamo pensato di preparare non solo chi andrà a Roma, ma anche chi, per vari motivi, non potrà partecipare. Il cammino coinvolge tutti, perché la Chiesa è comunità e nessuno deve sentirsi escluso.
In cosa consiste il programma di preparazione?
Abbiamo previsto tre appuntamenti, con catechesi dedicate ai fondamenti della fede, all’abbraccio al successore di Pietro e a questo anno particolare in cui ricorrono gli 800 anni dal transito di San Francesco. Accanto ai momenti formativi gli appuntamenti musicali.
Che ruolo hanno i momenti musicali?
Sono occasioni di espressione dei talenti delle nostre comunità. Abbiamo invitato bambini e adulti a realizzare un dono – un manufatto, una scultura, un disegno – che partirà simbolicamente dalle due parrocchie su due corriere dirette a Roma e sarà consegnato all’attenzione del Papa. È un modo concreto per sentirci parte attiva di questo cammino.
Qual è il significato più profondo di questa iniziativa?
Dietro c’è l’idea di due comunità che si ritrovano per camminare insieme. Non è semplice organizzare un pellegrinaggio del genere, ma l’entusiasmo quando si va dal Papa è speciale. È una sfida, certo, ma anche un segno di comunione. Con noi non ci saranno solo le comunità parrocchiali, ma anche quelle civili: è un segno bello di partecipazione condivisa».
Ci sono temi specifici nelle catechesi?
Affrontano argomenti particolari, come l’esortazione di Papa Leone sui poveri. C’è la necessità di formarsi alla luce del Magistero del Papa, cogliendo la continuità con quanto proposto da Papa Francesco. È una provocazione positiva per conoscere meglio il Vangelo che il nuovo Pontefice annuncia alla Chiesa e al mondo.
Un cammino che unisce fede, formazione e partecipazione attiva, in attesa dell’incontro con il Santo Padre, vissuto come tappa significativa per rafforzare l’identità e la comunione delle due comunità.
Scopri di più da Kalaritana Media
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
