
Il rilancio di uno dei mercati più antichi e caratteristici della città passa da una gara pubblica. Per il mercato civico di Mercato di Santa Chiara, a pochi passi da Piazza Yenne, il Comune ha pubblicato un bando sperimentale della durata di due anni, con possibilità di proroga, che prevede l’affidamento dell’intera gestione a operatori privati.
«L’intenzione – spiega il sindaco Massimo Zedda – è quella di affidare, previo studio di fattibilità economica, la gestione a operatori che mantengano la funzione mercatale di Santa Chiara, garantiscano un progetto solido e sostenibile e la permanenza delle due attuali concessionarie».
L’obiettivo è chiaro: preservare l’identità storica e rionale della struttura, al servizio dei residenti, con una prevalenza di prodotti di qualità, ma al tempo stesso renderla più attrattiva e competitiva sotto il profilo turistico e artigianale. Una doppia anima, dunque, tra tradizione e innovazione.
I dettagli dell’iniziativa sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa dall’assessore comunale alle Attività produttive, Carlo Serra. «Si tratta di una novità attesa, voluta anche dal Consiglio comunale con un grande lavoro della Commissione. Il bando punta a superare la gestione diretta del mercato civico di Santa Chiara. Speriamo che torni a essere un centro di quartiere e di commercio di prossimità, oggi carente nel centro storico».
Attualmente gli operatori presenti sono due, ma almeno altri dieci avrebbero manifestato interesse. La sperimentazione biennale consentirà all’amministrazione di valutare la sostenibilità del progetto.
«Faremo le nostre valutazioni – ha aggiunto Serra – e vedremo se il mercato ha ancora un senso in quella posizione. In caso contrario trarremo le conclusioni e valuteremo cosa fare della struttura».
Resta però la convinzione dell’esecutivo che un mercato civico nel cuore di Cagliari rappresenti un presidio economico e sociale fondamentale. Anche perché, grazie alla posizione centrale e ai flussi turistici presenti gran parte dell’anno, Santa Chiara può diventare una vetrina gastronomica della città, capace di coniugare tradizione, qualità e nuove opportunità di sviluppo.
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