Economia

Ripartire dopo il ciclone: una sfida per le strutture ricettive La richiesta è di investimenti anche pubblicitari per preservare il turismo territoriale

La Sardegna si è ritrovata, all’inizio della nuova stagione turistica, sospesa tra dati incoraggianti e un clima di preoccupazione diffusa.

Da un lato i numeri emersi alla Borsa internazionale del turismo hanno confermato l’attrattività dell’Isola, dall’altro le immagini delle mareggiate e dei danni provocati dal ciclone che ha colpito le coste hanno alimentato, soprattutto all’estero, una narrazione allarmistica. Una rappresentazione che rischia di pesare più dei danni materiali, incidendo sulla fiducia dei visitatori e sulle scelte di prenotazione. È su questo crinale delicato che si muovono oggi gli operatori del settore, chiamati a rassicurare senza negare le difficoltà.

A dare voce alle preoccupazioni di una parte importante del comparto è Carlo Amaduzzi, presidente regionale uscente di Assohotel-Confesercenti.

Il sentimento prevalente, spiega, è quello di un’attesa carica di interrogativi: «Siamo preoccupati e siamo continuamente interrogati dai nostri clienti, soprattutto da quelli affezionati che hanno già programmato di venire in Sardegna e ci chiedono come troveranno le spiagge e le coste». Amaduzzi non nasconde le difficoltà comunicative in cui si trovano gli operatori: «Noi cerchiamo di rassicurare, ricordando che la natura ha sempre rimesso a posto tutto. Io opero nel turismo balneare da cinquant’anni e ho visto altri sconvolgimenti: la natura sarda si è sempre rimessa in gioco in tempi utili».

L’articolo completo di Andrea Pala sul numero di Kalaritana Avvenire in edicola domani.


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