CRISI INDUSTRIA

Stop mobilità in deroga, «non solo mancato rilancio ma anche la beffa» Mercoledì sindacati e lavoratori in Regione a Cagliari

(foto Ansa Sardegna)

Sono 330 i lavoratori degli appalti ex Alcoa (Oggi SiderAlloys), ex Alumina (oggi Eurallumina) e dell’area industriale complessa di Porto Torres che hanno perso l’assegno di mobilità in deroga – circa 450 euro mensili – per effetto della legge di Bilancio nazionale che ha tagliato l’unico sostegno a centinaia di famiglie in Sardegna.

Fiom-Cgil, Fsm-Cisl e Uilm hanno tenuto stamattina un’assemblea davanti ai cancelli della SiderAlloys per decidere le prossime azioni, rinviate dopo la convocazione della presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde.

Mercoledì 18 sindacati e lavoratori si ritroveranno alle 10 davanti al palazzo della Regione a Cagliari, mentre continuano le trattative a livello nazionale per trovare una soluzione.

Resta aperta l’ipotesi di una trasferta a Roma per fare pressione sul governo. La Fiom denuncia la situazione: 330 lavoratori dello stabilimento SiderAlloys restano a casa con soli 450 euro, mentre la proprietà festeggia oggi 8 anni. Per il sindacato, lo Stato e Invitalia hanno grosse responsabilità.

La Fsm critica la mancanza di programmazione per il rilancio industriale di Portovesme, mentre la Uilm denuncia lo spreco di fondi pubblici per i corsi di formazione e chiede il ripristino della mobilità in deroga e un tavolo al Mimit.


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