Fanunza: «Il mio servizio al Sermig» Il racconto dell'impegno nella sede dell’Arsenale della Pace di Torino, a casa della Fraternità missionaria fondata da Ernesto Olivero

(foto https://www.museotorino.it)

Per alcune settimane, sulle colonne del nostro inserto, vogliamo offrire ai lettori uno sguardo diretto sulle esperienze dei seminaristi del terzo anno pastorale della nostra diocesi. Negli ultimi mesi, questi giovani in cammino verso il sacerdozio hanno avuto l’opportunità di uscire dai confini abituali della pastorale ordinaria per inserirsi in altri contesti ecclesiali e culturali. Oggi diamo spazio alla testimonianza di Michele Fanunza, originario di Settimo San Pietro, che per due mesi è stato ospite dell’Arsenale della Pace di Torino, la casa della Fraternità missionaria fondata da Ernesto Olivero nel capoluogo piemontese e oggi presente anche in Brasile e in Giordania. Durante gli ultimi mesi hai vissuto al Sermig di Torino.

In che contesto si inserisce questa tappa del tuo cammino?

Questa esperienza rientra nella prima parte del terzo anno pastorale, così come previsto dalla nuova Ratio Nationalis. Per due mesi ho vissuto come seminarista presso l’Arsenale della Pace, un tempo che si è rivelato molto formativo sul piano umano, spirituale e pastorale.

Che tipo di realtà è l’Arsenale della Pace e dove si colloca?

L’Arsenale della Pace è un ex arsenale militare trasformato in spazio di accoglienza, preghiera e servizio agli ultimi. È un segno forte di quella «conversione missionaria» di cui parla la Ratio: un invito a incontrare le periferie esistenziali e a lasciarsi trasformare dalle persone che si incontrano. L’Arsenale si trova a Borgo Dora, vicino a Barriera di Milano, una zona complessa e multiculturale di Torino. È un quartiere segnato da fragilità sociali ed economiche, ma anche ricco di relazioni e iniziative solidali. In questo contesto il Sermig rappresenta una presenza concreta di accoglienza, servizio e speranza.

di Leonardo Piras 

la versione integrale è disponibile sul prossimo numero di Kalaritana Avvenire


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