Il caso

Sanità gallurese in emergenza, medici allo stremo dopo fine gettonisti Turni scoperti nei Pronto soccorso di Olbia e Tempio: sindacati pronti allo sciopero e allarme estate imminente

La corsia di un ospedale (foto Ansa)

«Siamo stanchi, demoralizzati, non ce la facciamo più». Lo sfogo di uno specialista del Pronto soccorso dell’ospedale Ospedale Giovanni Paolo II all’Unione Sarda oggi in edicola racconta meglio di ogni dato la crisi che sta attraversando la sanità gallurese. I medici temono l’arrivo dei nuovi turni di servizio mentre incombe la fine dei contratti dei cosiddetti «gettonisti», professionisti che negli ultimi anni hanno garantito la tenuta dell’emergenza-urgenza.

Il 28 febbraio scadranno i primi rapporti di lavoro non più prorogabili: a Olbia e Tempio mancheranno almeno due medici per turno, figure fondamentali soprattutto per la gestione dei codici minori. Le prime schede di servizio di marzo mostrano già i vuoti in organico e, secondo le stime interne ai reparti, senza interventi immediati entro il 30 giugno potrebbero mancare specialisti persino per i codici rossi.

Lo scenario è preoccupante: i tre Pronto soccorso della Gallura rischiano di restare affidati a soli otto medici complessivi tra Olbia, Tempio e La Maddalena. Una prospettiva allarmante soprattutto in vista dell’estate, quando il presidio olbiese registra mediamente circa 200 accessi giornalieri. Già oggi i medici strutturati arrivano a sostenere turni fino a 70 ore settimanali.

Nei giorni scorsi il Pronto soccorso di Tempio è stato costretto a sospendere temporaneamente le attività per carenza di personale, mentre i sindacati denunciano una situazione ormai al limite. Domani CGIL Funzione Pubblica e UIL incontreranno la prefetta Grazia La Fauci per chiedere interventi urgenti e annunciare possibili giornate di sciopero.

La crisi riguarda anche i servizi territoriali e la salute mentale, con la chiusura del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura del Giovanni Paolo II. Un’eredità pesante per il nuovo direttore generale della Asl gallurese, Antonio Irione, chiamato a intervenire rapidamente. Dalla segreteria della Cgil Funzione Pubblica avvertono che è necessario agire subito. In gioco, informano i sindacati, non c’è solo l’organizzazione dei reparti ma la tenuta complessiva del sistema sanitario del Nord Sardegna.


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