
L’aula del Consiglio regionale
Il Consiglio regionale della Sardegna non ha trovato l’unità politica auspicata sul tema del possibile aumento dei detenuti sottoposti al regime di 41 bis nelle carceri dell’Isola. L’ordine del giorno, presentato dal consigliere del Pd Roberto Deriu, è stato approvato con 33 voti favorevoli ma senza il sostegno compatto dell’opposizione: hanno votato a favore Riformatori e Sardegna al Centro 20Venti, mentre Forza Italia e Fratelli d’Italia si sono sfilati, segnando una frattura politica significativa.
Il documento, che sarà trasmesso direttamente alle Camere in base all’articolo 51 dello Statuto speciale, chiede la revisione della normativa che individua le aree insulari come destinazione preferenziale per i detenuti in regime speciale e sollecita criteri più equilibrati di distribuzione sul territorio nazionale.
Lo scontro politico si è acceso soprattutto attorno all’iniziativa della presidente della Regione Alessandra Todde, promotrice di una mobilitazione pubblica prevista sabato a Cagliari. Dura la posizione di Fratelli d’Italia. «La presidente Todde sta utilizzando questo tema per distrarre l’opinione pubblica e in modo strumentale», ha dichiarato il vicecapogruppo Fausto Piga, accusando la governatrice di alimentare uno scontro politico anziché costruire un percorso condiviso.
Todde ha invece ribadito la preoccupazione della Giunta regionale: «In Italia i detenuti al 41 bis sono circa 720 e 90 sono già nelle carceri sarde. Secondo il piano del governo potrebbero arrivare a 240, numeri che non riteniamo sostenibili anche per la difficoltà di garantire adeguate cure sanitarie con le risorse regionali».
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