
La presidente della Regione Alessandra Todde
Le nomine dei direttori generali delle Asl di Cagliari e Olbia aprono un nuovo fronte politico nel Consiglio regionale e mettono in evidenza le tensioni interne alla maggioranza. Il centrodestra ha chiesto subito di affrontare in Aula la questione, sollevata dal segretario del Pd Silvio Lai, secondo cui le delibere presenterebbero «profili di incertezza giuridica» legati ai contenziosi ancora pendenti con i manager rimossi ad aprile.
La presidente della Regione Alessandra Todde ha difeso la scelta della Giunta spiegando che «i pareri legali su cui mi sono basata sono gli stessi che hanno guidato le nomine del 31 dicembre nelle altre Asl». Ma l’opposizione ha attaccato duramente. Il capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Truzzu ha chiesto un’inversione dell’ordine del giorno per discutere subito della sanità, parlando di nomine effettuate «in spregio di sentenze del Tar e della Corte costituzionale».
Il presidente dell’Assemblea Piero Comandini ha sospeso i lavori convocando una conferenza dei capigruppo, segnata da un confronto acceso tra Pd e M5S. I pentastellati hanno confermato la volontà di andare avanti, mentre i democratici hanno chiesto un passaggio politico interno prima di proseguire.
Alla ripresa dei lavori, dopo oltre due ore di stop, il presidente del gruppo Pd Roberto Deriu ha respinto la richiesta del centrodestra: «Siamo contrari a trattare i temi sanitari in modo estemporaneo durante una seduta convocata per altro».
Todde ha minimizzato le divergenze: «Le posizioni politiche sono tutte legittime, ma il mio dovere è garantire che le Asl funzionino». Il centrodestra, invece, parla apertamente di crisi politica, accusando la maggioranza di discutere più di equilibri interni che dei servizi sanitari per i cittadini.
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