Gli effetti del conflitto

Guerra in Iran, prezzi dei carburanti in netto rialzo Le tensioni provocano conseguenze sui costi che cominciano a gravare sul portafoglio dei sardi

La chiusura dello stretto di Hormuz annunciata dall’Iran è l’ultimo pezzo di un mosaico che ha portato a un innalzamento dei prezzi dei carburanti. I fatti susseguitesi nelle ultime giornate hanno portato a un aumento del prezzo del gasolio di 8 centesimi tra la giornata di ieri e quella di oggi, mercoledì 4 marzo.

I prezzi hanno così superato mediamente la quota €1,80 al litro, con il portafoglio dei consumatori che appare destinato ad affrontare le conseguenze di quanto iniziato lo scorso 28 febbraio con l’attacco di Israele e Stati Uniti sull’Iran, che ha poi reagito colpendo i Paesi del Golfo Persico, tra i maggiori produttori di greggio e gas a livello globale. La guerra, dunque, produce incertezza sul lato economico, oltre che vittime sul terreno, con gli attacchi aerei di entrambe le fazioni che sono continuati nelle ultime ore sui diversi fronti aperti, tra cui quello del Libano, dove nel sud sono presenti gli uomini della Brigata Sassari impegnati nella missione Unifil. Intanto, dopo il rientro di tre studentesse sarde che facevano parte del gruppo di studenti impegnati in un progetto di simulazione dei lavori delle Nazioni Unite rimasto bloccato negli UAE e ripartito da Abu Dhabi, sono ancora diversi i cittadini sardi che restano in attesa di rientrare a casa, tra cui il gruppo di passeggeri isolano a bordo della nave da crociera Msc Euribia, ferma momentaneamente al porto di Dubai.


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