Baturi su Diànoia di questa settimana: l’elemosina, cuore della Quaresima Una riflessione sulla misericordia concreta, tra Vangelo e Padri della Chiesa, come segno autentico di conversione

 

Fin dal Mercoledì delle Ceneri, la Quaresima richiama i credenti a una misericordia concreta, fatta di elemosina, preghiera e digiuno vissuti non per apparire, ma nello sguardo del Padre che vede nel segreto. L’elemosina, in particolare, non è un gesto accessorio, ma una dimensione essenziale della vita cristiana: nasce dall’amore e si traduce nel bene reale dell’altro.

I Padri della Chiesa insistono con forza su questo legame tra fede e carità. San Pietro Crisologo ricorda che il digiuno, senza la misericordia, resta sterile: ciò che viene donato al povero non si perde, ma ritorna come bene anche per chi dona. La carità, infatti, non consiste soltanto nel dare qualcosa, ma nel donare sé stessi, riconoscendo nell’altro un fratello da accogliere.

Anche sant’Agostino collega profondamente elemosina e preghiera. Nella preghiera, l’uomo si scopre mendicante davanti a Dio, bisognoso del pane quotidiano e della sua misericordia. Proprio questa consapevolezza rende capaci di riconoscere i tanti mendicanti che bussano alla porta della nostra vita: chi manca di pane, di casa, di affetto, di amicizia. Non può esserci preghiera autentica senza un cuore aperto a chi chiede aiuto.

Nella stessa linea si colloca san Gregorio di Nazianzo, che invita a non rimandare il bene: la beneficenza non ammette indugi. Il dono cristiano deve essere pronto, lieto, libero da interesse e costrizione. Non conta solo ciò che si dona, ma anche il modo in cui si dona: con animo retto, con premura, con gioia.

La tradizione cristiana ha poi maturato anche una sapienza della discrezione. La Didaché invita a conoscere chi si ha davanti, perché l’elemosina non sia un gesto generico, ma un aiuto vero, capace di raggiungere chi ha più bisogno. La misericordia, allora, non è soltanto slancio del cuore, ma anche attenzione concreta, ascolto, discernimento.

Nel tempo quaresimale, l’elemosina si rivela così come un esercizio di conversione: allarga il cuore dell’uomo e lo rende partecipe del cuore di Dio, che dona con generosità a tutti.

+ Giuseppe Baturi
Arcivescovo


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