
Cabras ritrova uno dei simboli più potenti della propria identità. Per la prima volta, infatti, l’intero complesso dei Giganti di Mont’e Prama è esposto in un unico spazio, all’interno del Museo civico del paese del Sinis. Un evento storico, che segna una tappa fondamentale nella valorizzazione del patrimonio archeologico sardo.
A sottolinearne la portata è Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama: «Cabras riabbraccia la sua storia. Per la prima volta i Giganti sono esposti tutti insieme in un unico, suggestivo spazio espositivo». Le statue, finora distribuite tra laboratori di restauro e il Man di Cagliari, trovano ora una collocazione condivisa nella nuova Sala del Paesaggio, recentemente ampliata grazie a un intervento infrastrutturale che ne ha raddoppiato gli spazi.
L’esposizione temporanea comprende complessivamente 40 reperti: 25 statue monumentali, 15 modelli di nuraghe e un betile. Una “veste provvisoria”, precisa Muroni, «senza apparato iconografico», in attesa dell’allestimento definitivo previsto per il prossimo anno nella futura sala dei Giganti. Nel frattempo, il nuovo spazio offre già un forte impatto visivo e simbolico, anche grazie alla sua posizione: si affaccia infatti sulla laguna che conduce alla collina di Mont’e Prama, luogo della celebre scoperta del 1974.
La scelta non è casuale. «Vogliamo mantenere saldo il legame tra il complesso monumentale e il luogo in cui tutto ebbe inizio», spiega Muroni, evidenziando anche il valore della collaborazione istituzionale che ha reso possibile l’operazione. Una sinergia che ha coinvolto Ministero della Cultura, Regione Sardegna, Soprintendenza, Comune di Cabras e Musei Nazionali di Cagliari.
Grande soddisfazione anche da parte dell’amministrazione comunale. «La riunificazione dei Giganti rappresenta il compimento di un lungo e complesso percorso», afferma il sindaco Andrea Abis. «Restituiamo a Cabras, al Sinis e a tutta la Sardegna un patrimonio identitario unico, simbolo di un’eredità che ci appartiene e che abbiamo il dovere di custodire».
L’apertura al pubblico è fissata per il 5 aprile, mentre domani, 3 e il 4 aprile sarà dedicata un’anteprima speciale ai residenti.
Un ritorno a casa atteso da anni, che restituisce unità e valore a uno dei tesori più straordinari dell’archeologia mediterranea.
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