Diànoia

Baturi: «Togliere la pietra, vivere la Pasqua» Nella rubrica Dianoia, l’Arcivescovo rilegge il Vangelo di Lazzaro come chiave dell’annuncio pasquale: Cristo risorto rimuove le pietre che appesantiscono la vita e apre un cammino di libertà e speranza

La mattina di Pasqua ci scambiamo gli auguri, talvolta già nella notte della Veglia. Spesso diciamo semplicemente “buona Pasqua”, senza aggiungere altro, ma questo basta: significa augurare tutto il bene possibile a chi incontriamo.

Il Vangelo della risurrezione di Lazzaro ci offre una parola che illumina questo augurio. Gesù, profondamente commosso per la morte dell’amico, giunto al sepolcro davanti alla pietra che sembrava chiudere definitivamente la vita, esclama: «Togliete la pietra». Poi chiama: «Lazzaro, vieni fuori», e infine dice: «Scioglietelo e lasciatelo andare».

Quella pietra separava la vita dalla morte. È immagine delle tante pietre che gravano anche su di noi: pesi che rendono difficile il cammino, ostacoli alla speranza, ferite che ci portiamo dentro, oppure pietre che ci scagliamo gli uni contro gli altri, tra persone e tra popoli.

L’annuncio della Pasqua è che quella pietra è stata tolta. Le donne, andando al sepolcro di Gesù, la trovano già rimossa. È la forza di Dio, la sua misericordia, ma anche l’opera di uomini che, per amore di Cristo, si fanno prossimi agli altri, aiutano a portare i pesi, condividono la fatica del vivere.

L’augurio pasquale è allora questo: che le pietre che ostacolano il nostro cammino siano tolte. Che la forza del Cristo risorto e l’amore vissuto nella Chiesa rendano possibile una vita più libera, più lieta, più aperta alla speranza.

«Lasciatelo andare»: è l’invito che ci consegna la Pasqua. Liberati dai legami della morte, possiamo camminare con fiducia verso il compimento del nostro destino.

Buona Pasqua a tutti.

+Giuseppe Baturi
Arcivescovo


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