Arte

Tra ago e parola, la poesia si fa materia: Tiziana Contu in mostra a Cagliari Alla Galleria Siotto «Una colpa in canna»: 28 opere di fiber art ispirate a grandi poetesse

La poesia diventa trama, superficie, corpo da attraversare con lo sguardo e con le mani.

Giovedì 9 aprile alle 18 la Galleria Siotto di Cagliari inaugura «Una colpa in canna», la nuova mostra dell’artista cagliaritana Tiziana Contu, ospitata negli spazi della Fondazione “Giuseppe Siotto” in via Dei Genovesi.

Curata da Alice Deledda e accompagnata da un testo critico di Caterina Ghisu, l’esposizione presenta 28 lavori di fiber art costruiti come un dialogo continuo tra parola e materia. Al centro del progetto, quattordici poetesse – tra cui Cristina Campo, Emily Dickinson, Alda Merini, Sylvia Plath e Wisława Szymborska – le cui opere vengono lette, reinterpretate e letteralmente «riscritte» attraverso l’uso di ago e carta.

Il percorso si sviluppa in due momenti distinti ma complementari.

Nella prima parte, Contu ricama direttamente i versi sulla carta, mantenendo una relazione più riconoscibile con il testo originale.

Nella seconda, invece, l’intervento si fa più radicale: i versi vengono ridotti in strisce, scomposti e poi ricomposti in una nuova struttura tessile, dove trama e ordito danno vita a una scrittura altra, visiva e tattile.

«In questo processo – osserva Caterina Ghisu – l’identità di queste autrici non è separabile dalla loro produzione. Il volto […] non è disgiunto dalla loro poesia, ma è fatto di essa».

L’opera di Contu, prosegue la critica, trasforma così l’atto poetico in oggetto sensibile, rendendo visibile e concreta quella «colpa» evocata dal titolo: la libertà della voce poetica, capace di farsi bellezza e verità.

L’artista, nata e attiva a Cagliari, arriva a questa ricerca attraverso un percorso che intreccia artigianato e sperimentazione: dalla ceramica alla pittura su tessuto, fino alla tessitura appresa con maestri come Paolo Marras e Luciano Ghersi.

Nel suo laboratorio combina materiali diversi – cotone, lino, seta, fili metallici e oggetti trovati – per costruire opere dal forte valore evocativo, in cui la materia diventa racconto.

«Una colpa in canna» sarà visitabile fino al 26 aprile, dal giovedì alla domenica dalle 18 alle 20 (chiuso il 25 aprile).

L’iniziativa è sostenuta, tra gli altri, dal Ministero della Cultura, dalla Regione Sardegna, dal Comune di Cagliari e dalla Fondazione di Sardegna.


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