Il dibattito

Servitù militari, ritirata la proposta di legge tra polemiche e pressioni Stop alla norma contestata su ambiente e difesa: decisivi proteste politiche e mobilitazione dalla Sardegna

Un’esercitazione in mare

Si chiude con un passo indietro l’iter della proposta di legge che aveva acceso il dibattito sulle servitù militari e sulle competenze ambientali delle Regioni. Il testo, presentato dalla deputata Paola Maria Chiesa, non è più all’esame della Camera: il ritiro è stato annunciato da Francesco Mura, che ha parlato di una scelta dettata dall’attenzione verso il territorio sardo.

Il provvedimento mirava a rafforzare la prevalenza delle esigenze militari rispetto alle normative ambientali regionali e introduceva criteri più permissivi per le bonifiche nelle aree dei poligoni. Un impianto normativo che, secondo i critici, avrebbe ridimensionato il ruolo delle istituzioni locali, attribuendo allo Stato maggiore della Difesa la valutazione finale sull’applicazione delle norme.

Dopo un lungo periodo di stallo, la proposta era riemersa in commissione Difesa, suscitando nuove reazioni. A contrastarla in Parlamento era stato anche Mario Perantoni, che aveva chiesto audizioni per approfondire l’impatto del testo. Parallelamente, in Sardegna si è sviluppata una mobilitazione crescente, con il coinvolgimento del Comitato misto paritetico sulle servitù militari e di numerosi esponenti politici.

Le preoccupazioni riguardavano soprattutto il possibile indebolimento delle competenze regionali su ambiente e pianificazione, in un contesto già segnato da una forte presenza militare. La pressione esercitata dal territorio e dalle istituzioni ha contribuito a rallentare il percorso fino allo stop definitivo.

Non sono mancate le polemiche: mentre dal fronte della maggioranza si sottolinea la volontà di tutelare l’ambiente, dall’opposizione arrivano critiche sulla stessa nascita della proposta. Il caso riapre così il tema dell’equilibrio tra esigenze di difesa e autonomia territoriale, destinato a restare al centro del confronto politico.


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