L'intervista

Le Acli della Sardegna in campo per “Educare alla sicurezza” Ha preso il via il progetto che mette al centro la sicurezza sul lavoro delle Acli isolane, l'intervista al presidente Mauro Carta

In occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza su lavoro, le Acli della Sardegna hanno dato il via al progetto “Educare alla sicurezza”. A Cagliari si è tenuta, il 28 aprile, una dimostrazione sul primo soccorso e un sit-in con la distribuzione di materiale informativo su una questione che rimane centrale nelle dinamiche della società, quella della sicurezza sui luoghi di lavoro.

«Abbiamo intitolato il progetto “Educare alla Sicurezza” proprio con l’obiettivo di sensibilizzare e informare le persone partendo dai più piccoli – ha spiegato il presidente di Acli Sardegna Mauro Carta – Vogliamo cambiare la metodologia, entrando nelle famiglie, nelle associazioni, nelle scuole per far passare questo messaggio come un messaggio culturale. Vogliamo coinvolgere tutti, perché tutti siamo interessati dai possibili rischi legati alle situazioni lavorative. Si pensi che molti di questi incidenti avvengono nel tragitto verso il luogo di lavoro o mentre si rientra. L’obiettivo è proprio quello di sensibilizzare tutta la comunità e lo faremo con una campagna a livello regionale, con tante attività culturali, teatrali, musicali e laboratori anche nelle scuole coinvolgendo tantissimi ragazzi. Il nostro scopo è quello di far capire alle persone che dobbiamo stare attenti in qualunque momento, in qualunque ambiente lavorativo e organizzativo». Le Acli hanno avvertito il tema come una urgenza, anche a fronte di un quadro negativo. «Abbiamo sentito questa necessità visti i dati drammatici – ha sottolineato ancora Carta – La Sardegna, tra l’altro, è tra le regioni più colpite dagli infortuni sul lavoro. Per questo non puntiamo solo a una campagna di comunicazione, ma ci apriamo al rapporto con i cittadini». Il viaggio dell’iniziativa sarà lungo e toccherà diversi punti dell’isola.  »Partiremo da Quartu, Assemini ed Elmas per poi andare negli altri capoluoghi di provincia dove faremo dei veri e propri sit-in nelle piazze con una serie di attività dimostrative, ma anche divulgative con i nostri volontari – ha concluso Carta – E poi piano si sta già programmando tutta l’attività da fare nelle scuole, a partire dalla scuola primaria fino all’università».


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