
Si conclude oggi la storia di Tiscali Notizie. Dodici giornalisti e giornaliste che componevano la redazione di una delle prime testate online nate in Italia vedranno terminare la propria esperienza oggi, giovedì 30 aprile, nonostante le richieste del Comitato di redazione, sostenuto da Fnsi, Assostampa e Ordine dei Giornalisti della Sardegna.
«Non sono momenti semplici questi, anche se li affrontiamo – ha precisato ai microfoni di Radio Kalaritana Antonella Loi, giornalista componente del comitato di redazione di Tiscali – Vedere chiudere il nostro giornale, che viveva ormai da 26 anni, tra l’altro un giornale pionieristico dell’informazione online che non ha mai saltato un giorno di lavoro in tutto questo tempo. Siamo stati sempre presenti per raccontare alacremente questa epoca storica, ma oggi questa bella avventura finisce». Rimane viva, ancora la richiesta di salvare un archivio che racchiude quanto fatto durante la storia della testata. «Si tratta di un archivio storico ricchissimo – ha sottolineato ancora Loi – Fatto di articoli, richieste, interviste, servizi tv, da ultimo anche una parte podcast e di contenuti multimediali di grande attualità. Perdere questo archivio rappresenterebbe un danno per tutta la Sardegna, ma non solo, perché la nostra era una informazione che guardava al piano nazionale. Chiediamo che questo archivio venga salvato e facciamo un appello alle istituzioni in primis, perché ci piacerebbe che questo archivio magari passasse in mano pubblica. Pensiamo alle grandi biblioteche, a quelle universitarie, alla biblioteca regionale, istituti pubblici che abbiano interesse a mantenere qualche modo vivo questa parte di storia della Sardegna». L’amaro in bocca comunque resta, anche di fronte a quello che è ormai un destino segnato. «Il nuovo acquirente non ha intenzione di fare attività informativa e di tenere al suo interno giornalisti contrattualizzati – ha affermato la giornalista – Noi siamo in dodici e per noi purtroppo il lavoro qua dentro è finito. Non crediamo che ci possa essere un ripensamento ed è un grande peccato. E siamo anche convinti sia un grande errore imprenditoriale rinunciare a questa ricchezza e a questo valore».
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