Dopo le indagini

Assalti ai portavalori nel Nuorese, altri due arresti: smantellata la banda Nuove misure cautelari chiudono il cerchio sull’organizzazione criminale

Due nuovi arresti segnano una svolta decisiva nell’inchiesta sugli assalti ai portavalori che negli ultimi mesi hanno colpito il Nuorese. La Polizia di Stato ha eseguito questa mattina due ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Gip del Tribunale di Nuoro su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di Serafino Biancu, di Orgosolo, e Luigi Masia, residente a Oschiri.

I provvedimenti si inseriscono nella stessa inchiesta che il 4 novembre 2025 aveva già portato all’arresto di sette persone, ritenute parte di un gruppo criminale specializzato in assalti armati e azioni ad alto impatto sul territorio.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Nuoro, sono partite dall’assalto del 13 marzo dello scorso anno a un furgone portavalori nella zona di Torpè, durante il quale furono sottratti circa 90mila euro. Da quell’episodio la Squadra Mobile della Questura di Nuoro, con il supporto del Servizio Centrale Operativo e del Commissariato di Siniscola, ha ricostruito struttura e ruoli della banda.

Gli accertamenti hanno fatto emergere il coinvolgimento degli indagati in diversi episodi criminosi tra le province di Nuoro e Sassari. Tra questi, l’assalto con esplosivo al bancomat dell’ufficio postale di Oliena del 15 agosto scorso e il colpo al deposito dei Monopoli di Stato di Prato Sardo, da cui furono rubate sigarette per un valore di circa 300mila euro.

In quest’ultimo caso, i malviventi avevano messo in atto un piano particolarmente sofisticato: chiodi sparsi sull’asfalto e falsi ordigni posizionati lungo le vie di fuga per rallentare l’intervento delle forze dell’ordine.

Le indagini hanno inoltre permesso di prevenire un ulteriore assalto. Nell’agosto scorso, la banda stava preparando un attacco a un portavalori lungo la statale 131 dcn, sull’asse Olbia-Cagliari. Il piano è stato sventato grazie a un dispositivo straordinario predisposto dalla Polizia, che ha portato al dirottamento dei mezzi sensibili evitando il colpo.

Durante l’inchiesta sono stati ricostruiti anche numerosi furti di auto e furgoni nelle province di Nuoro, Oristano e Sassari. I mezzi venivano utilizzati per portare a termine gli assalti e per garantire la fuga dopo i colpi.

Con gli arresti eseguiti oggi, gli investigatori ritengono di aver completato il quadro delle responsabilità del gruppo.

Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari: la posizione degli indagati dovrà essere valutata nel corso del processo, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza, e non si escludono ulteriori sviluppi investigativi.


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