
È stato assegnato al regista Riccardo Milani il Premio La Marmora 2026, giunto alla sua trentacinquesima edizione. Il riconoscimento, promosso dal Rotary Club Cagliari, è stato conferito da Carlo Puddu a nome della commissione che ha deliberato all’unanimità l’attribuzione del premio al regista romano.
La cerimonia si è svolta nell’aula magna di Palazzo Belgrano dell’Università degli Studi di Cagliari, alla presenza del rettore Francesco Mola.
«Ringrazio il presidente Puddu e il Rotary Club Cagliari per averci dato la possibilità di condividere questa giornata e di ospitare un altro illustre protagonista del panorama culturale», ha dichiarato Mola. «Per noi l’Aula Magna è un luogo simbolico e siamo lieti di metterla a disposizione per iniziative che rafforzano il legame con il territorio».
A motivare la scelta del premio, ha spiegato Puddu, è stata la capacità di Milani di raccontare la società italiana e sarda con uno sguardo autentico e attento ai contesti sociali, coniugando profondità narrativa e accessibilità. Nei suoi lavori trovano spazio temi come disuguaglianze, integrazione e trasformazioni urbane, spesso affrontati attraverso un’ironia sottile e uno stile capace di valorizzare le storie umane.
Nato a Roma nel 1958, Milani è considerato tra i registi italiani più sensibili e versatili della sua generazione. Dopo le esperienze come assistente alla regia accanto a Mario Monicelli, Nanni Moretti e Daniele Luchetti, ha esordito dietro la macchina da presa negli anni Novanta con Auguri professore, seguito da La guerra degli Antò.
Nel corso della sua carriera ha consolidato il proprio stile con opere come Il posto dell’anima e Piano, solo, fino ai grandi successi popolari degli ultimi anni, tra cui Come un gatto in tangenziale.
Particolarmente significativo il legame del regista con la Sardegna, valorizzato attraverso lavori come Nel nostro cielo un rombo di tuono, dedicato a Gigi Riva, e La vita va così, ispirato alla vicenda del pastore Ovidio Marras.
Il Premio La Marmora si conferma così anche per il 2026 come uno degli appuntamenti culturali più significativi del territorio, dedicato a personalità capaci di raccontare e interpretare la società contemporanea, rafforzando il dialogo tra cultura, istituzioni e identità locali.
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