L'operazione

Assalto al bancomat di Bitti, quattro arresti dei Carabinieri: sequestrati armi, esplosivi e droga Le accuse vanno dalla rapina aggravata alla ricettazione, dal furto alla detenzione e porto abusivo di armi

Operazione anticrimine dei Carabinieri tra Bitti, Calangianus e Buddusò.

I militari della Compagnia di Bitti, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Sardegna e di numerosi reparti territoriali del Nuorese e del nord Sardegna, hanno arrestato quattro persone.

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal Gip del Tribunale di Nuoro su richiesta della Procura della Repubblica. Le accuse vanno dalla rapina aggravata alla ricettazione, dal furto alla detenzione e porto abusivo di armi.

I carabinieri hanno ricostruito l’assalto all’ufficio postale di Bitti del 2 settembre 2025, un colpo organizzato con precisione e portato avanti con modalità particolarmente violente.

Il gruppo avrebbe inizialmente rubato un escavatore e un furgone, utilizzando poi il mezzo meccanico per sradicare lo sportello automatico dall’edificio postale.

Dopo aver caricato il bancomat sul furgone, durante la fuga i malviventi sarebbero rimasti coinvolti in un incidente stradale.

L’imprevisto avrebbe costretto il gruppo a modificare rapidamente il piano. Con l’aiuto di un complice e grazie all’utilizzo di un trattore, gli indagati sarebbero riusciti a recuperare nuovamente il bamcomat e a proseguire la fuga con un bottino quantificato in circa 81 mila euro.

L’operazione dei carabinieri non si è fermata agli esecutori materiali della rapina. Contestualmente agli arresti sono state infatti eseguite anche perquisizioni personali e domiciliari nei confronti di altri due soggetti ritenuti collegati agli indagati.

Nel corso delle attività i militari hanno sequestrato materiale ritenuto di particolare pericolosità: esplosivo, micce detonanti, detonatori, un mitragliatore, diversi fucili e munizioni detenuti illegalmente, oltre a sostanze stupefacenti, denaro contante e materiale di provenienza furtiva.

Dal quadro è emersa l’esistenza di un contesto criminale articolato e attivo non solo nei reati contro il patrimonio, ma anche nel traffico di sostanze stupefacenti.


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