Kalaritana Avvenire

Teatro diffuso, in estate la cultura anima l’interno della Sardegna Da diversi anni i centri lontani dalla costa ospitano spettacoli che diventano strumento di partecipazione e coesione sociale

Portare il teatro oltre i grandi centri urbani, trasformandolo in uno strumento di partecipazione e coesione sociale.

È questa la missione che accomuna alcune delle principali esperienze dell’estate teatrale sarda, come il Teatro del Segno e il Festival dei Tacchi, realtà che mettono al centro comunità, territori e relazioni.

«Vogliamo rafforzare un modello culturale capace di creare legami duraturi tra teatro e comunità» spiega Stefano Ledda, direttore artistico del Teatro del Segno.

Tra gli appuntamenti più attesi c’è «Percorsi Teatrali», giunto alla 18ª edizione e ormai punto di riferimento dell’estate di Santu Lussurgiu.

Nato per offrire diverse chiavi di lettura del linguaggio scenico, il festival favorisce l’incontro diretto tra artisti e pubblico. «Molti sono i modi per costruire uno spettacolo, ma uno solo per viverlo: il rito della rappresentazione, fatto di pubblico, luoghi e scambio di emozioni» sottolinea Ledda.

L’intervista integrale sul numero di Kalaritana Avvenire in edicola domani.

 


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