
Il porto canale di Cagliari visto dall’alto
La tassa ETS (Emission Trading System), il meccanismo europeo sui diritti di emissione legati all’impatto climatico, rischia di rallentare lo sviluppo del porto canale di Cagliari e di ostacolare l’arrivo di nuovi operatori terminalisti. È l’allarme lanciato dal presidente dell’Autorità di sistema portuale dei mari di Sardegna, Domenico Bagalà, intervenuto a un convegno promosso dai Riformatori sardi dal titolo «Costi ed Ets: il mare ci separa sempre di più», alla presenza, tra gli altri, del presidente della Regione Liguria Marco Bucci.
Secondo Bagalà, il sistema portuale cagliaritano sta registrando una fase di crescita, con un incremento del 36% nell’ultimo anno e un traffico che si avvicina ai 280 mila TEU, ma il peso dell’ETS rischia di compromettere la competitività rispetto ad altri scali del Mediterraneo. L’obiettivo dichiarato è quello di sviluppare pienamente la concessione già operativa, ma l’attuale struttura dei costi rappresenterebbe un freno significativo.
Il nodo centrale riguarda proprio l’applicazione del meccanismo europeo: una nave che parta da Mumbai e faccia transhipment a Cagliari per proseguire verso la Tunisia sarebbe soggetta al pagamento del 50% delle emissioni su entrambe le tratte, mentre passando per porti come Tangeri non sosterrebbe alcun costo ETS. Una differenza che, secondo gli operatori, renderebbe impossibile una reale concorrenza.
Bagalà ha quindi richiamato l’attenzione sull’ipotesi di una revisione del sistema, già oggetto di discussione a livello europeo, proponendo un’esenzione per le isole maggiori come Sardegna e Sicilia. L’ipotesi si inserisce in uno studio dell’Ocse e della Commissione europea che stimerebbe un impatto potenziale del 36% sul Pil delle due regioni.
Nel corso del confronto è emerso inoltre il peso della logistica integrata, che rappresenta circa l’8% del Pil regionale, per un valore di 3,8 miliardi di euro, mentre i costi logistici incidono fino al 22% sul prezzo finale di numerosi prodotti sardi.
Sulla stessa linea il rappresentante dei Riformatori sardi, Michele Cossa, che ha sottolineato come il mare rappresenti per la Sardegna una barriera strutturale alla competitività. Da qui la proposta di una legge nazionale per destinare parte degli introiti ETS a misure di compensazione per ridurre il divario logistico delle isole e rendere più sostenibile il trasporto delle merci.
Cossa ha inoltre proposto la creazione di un tavolo permanente tra Sardegna e Liguria per monitorare l’impatto della normativa e individuare soluzioni condivise a tutela della competitività dei porti italiani.
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