Cultura

Sidney Sonnino e il liberalismo italiano, a Cagliari una giornata di studi sul primo governo del 1906 Un incontro di studi promosso dall'Associazione degli ex parlamentari, ospitato nella sala Transatlantico del Consiglio regionale

Riscoprire la figura di Sidney Sonnino a 120 anni dal suo primo governo, insediatosi nel 1906, e riflettere sull’attualità del pensiero liberale italiano. È stato questo il tema dell’incontro di studi promosso dall’Associazione degli ex parlamentari, ospitato nella sala Transatlantico del Consiglio regionale della Sardegna.

I lavori, moderati dall’ex deputato ed ex consigliere regionale dei Riformatori sardi Michele Cossa, sono stati aperti dal presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, che ha richiamato il valore della memoria storica e il ruolo fondamentale della partecipazione politica. «Senza la conoscenza della propria storia non si può costruire il futuro delle nostre comunità», ha affermato, sottolineando anche l’importanza dei partiti nel sistema democratico e la necessità di contrastare la crescente disaffezione verso le istituzioni.

Al centro dell’incontro il confronto tra due protagonisti del liberalismo italiano tra Otto e Novecento: Sidney Sonnino e Giovanni Giolitti. Il presidente della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice, Andrea Ungari, e il presidente del Comitato di Cagliari per la storia e il Risorgimento, Marco Pignotti, hanno analizzato le differenti visioni dei due statisti, evidenziando come entrambi appartenessero alla tradizione liberale pur interpretando in modo diverso il rapporto tra Stato, società e istituzioni.

Sonnino rappresentò un liberalismo più conservatore e attento alla solidità delle istituzioni, mentre Giolitti incarnò una linea più pragmatica e inclusiva, orientata ad accompagnare l’ingresso delle nuove forze sociali nel sistema politico. Differenze significative emersero sul ruolo del Parlamento, sul suffragio universale, sul rapporto con la monarchia e sull’atteggiamento nei confronti delle opposizioni politiche.

Particolare attenzione è stata dedicata alla questione meridionale, tema affrontato dall’avvocato Antonello Angioni. Sonnino denunciò con lucidità i ritardi economici e sociali del Mezzogiorno, puntando sul rafforzamento dello Stato e sull’efficienza amministrativa. Giolitti privilegiò invece una strategia fondata sulla mediazione politica e sull’integrazione delle élite locali nel sistema nazionale.

Le conclusioni sono state affidate al presidente della Fondazione Siotto, Aldo Accardo, che ha invitato a leggere le figure storiche al di fuori di schemi ideologici rigidi, valutandole nel contesto politico, sociale e culturale del loro tempo.

Dall’incontro è emerso come il confronto tra Sonnino e Giolitti continui ancora oggi a offrire spunti di riflessione sui temi della governabilità, della rappresentanza e della partecipazione democratica, questioni che restano centrali nel dibattito pubblico contemporaneo.


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