
Diminuisce l’opposizione in percentuale e aumenta il numero dei trapianti in Sardegna. Questi solo alcuni dati del report di analisi della prima metà dell’anno a cura dell’associazione Prometeo OdV. Fino a giugno i donatori segnalati sono stati 54, a cui si aggiungono 7 a cuore fermo D.C.D. (Donation after Circulatory Death la tecnica di prelievo di organi da donatori il cui cuore ha cessato irreversibilmente di battere, a differenza della classica donazione a cuore battente, ndr). Un dato in miglioramento rispetto all’anno scorso, quando nello stesso periodo si contavano 48 donatori più 3 D.C.D. «Il dato è importante – si legge nel report – perché si passa dalle 13 opposizioni pari al 27.1% alle 13 del 2026 che sono però il 24.1% del totale. Riteniamo sia un ottimo segnale che riporta la Sardegna nel gruppo delle regioni più generose».
La Sardegna si attesta infatti al 5° posto tra le regioni italiane più propense alla donazione. A far segnalare un miglioramento è anche il numero di trapianti di organi complessivi che passano dai 31 del 2025 ai 46 del 2026. In aumento i trapianti di fegato (+5) e i trapianti di rene (+10). «Almeno fino a metà giugno 2026 le indicazioni sul fronte delle donazioni della nostra isola sono molto importanti – sottolinea Prometeo nel proprio comunicato – Sono aumentate le donazioni e si riducono in percentuale le opposizioni alla donazione. In questo si rimarca la generosità dei sardi quando vengono chiamati a donare, ma soprattutto la stabilità del sistema del procurement, grazie al lavoro del Centro regionale trapianti in accordo con il Centro nazionale trapianti operativo a Roma che ha portato la Sardegna da 30-35 donatori utilizzati del passato, ai 54-58 di questi ultimi anni». Non mancano però le criticità, perché ai numeri in crescita delle disponibilità non corrisponde un aumento proporzionale del numero di trapianti in Sardegna. «A fronte di 33 donatori più 7 D.C.D. utilizzati che teoricamente potrebbero portare ad oltre N° 80 trapianti, se ne sono realizzati in Sardegna solo 46. È evidente che gli organi donati in Sardegna e non trapiantati nell’Isola, grazie al lavoro del C.R.T. e del C.N.T. Operativo di Roma sono stati trapiantati in altri Centri Trapianti del continente e quindi non si è perso nessun organo». Una situazione – denuncia Prometeo – dovuta anche al numero basso di visite pre-trapianto, utili a essere inseriti nelle liste d’attesa. Per questo non manca un appello alla politica regionale per dare impulso alla sanità. «Ribadiamo – sottolinea nel comunicato il dirigente regionale dell’associazione Pino Argiolas – l’esigenza che i trapianti di organi tornino ad essere una eccellenza della Sanità Pubblica della Sardegna come lo sono stati in passato. Per fare questo è indispensabile aumentare il personale addetto ai trapianti (medici, infermieri, OSS) sostituendo tutti quelli che sono andati in pensione o hanno lasciato il “G.Brotzu” per altri ospedali. Inoltre per stare al passo con i tempi, per rendere attrattivi i trapianti in Sardegna e limitare la mobilità sanitaria, è necessario dotare le strutture del “G.Brotzu” delle apparecchiature moderne per la perfusione degli organi con il relativo personale addetto, ripristinare la terapia intensiva (ex semi -intensiva) dedicata ai trapiantati di fegato e pancreas, costata 600 mila euro ultimata da un anno e mai rientrata in servizio».
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