La situazione

Da CPA a Hotspot: sindacati di polizia lanciano allarme sul centro di Monastir Anip Italia Sicura e Siulp lamentano una situazione complessa, la Prefettura assicura l'impegno

I sindacati lanciano un nuovo allarme sul Centro di prima accoglienza di Monastir. Negli scorsi giorni, il centro è passato da CPA (Centro di prima accoglienza) a Hotspot, denominazione che oltre alla permanenza dei migranti prevede anche nelle strutture la fase di identificazione e visita, con un divieto di uscita per le prime 48h per i nuovi arrivati. Secondo i sindacati di Polizia Siulp e Anip – Italia Sicura la situazione è divenuta presto complessa, con soprattutto le fasce serali a essere interessate dalle difficoltà per via della mancanza di organico.

La Prefettura di Cagliari ha ribadito l’impegno per cercare di risolvere la situazione legata a chi lascia il centro nonostante le regole prevedano lo stop momentaneo per determinarne la condizione, richiamando però al fatto che anche prima della trasformazione in Hotspot, nel centro venissero portate avanti le operazioni di identificazione e le successive in cui viene definito lo status di chi arriva nell’isola. Intanto, complice il tempo favorevole, nel Sulcis sono continuati gli arrivi, soprattutto in territorio di Sant’Antioco. Nel mese di giugno sono state più di 100 le persone arrivate in Sardegna: gli ultimi dati dell’Unhcr, fermi al mese di aprile, indicano l’Algeria come secondo Paese per imbarchi verso l’Italia solo dietro alla Libia, con numeri in aumento di persone approdate già in netto aumento rispetto al periodo gennaio-aprile del 2025.


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