Archeologia

Nora, la necropoli occidentale entra nei percorsi di visita: «Una data storica per tutta la Sardegna» L'area di straordinario valore archeologico da lungo tempo era inaccessibile: in passato sottoposta a servitù militare

La necropoli occidentale di Nora entra ufficialmente nei percorsi di visita del parco archeologico. Un risultato che, ai microfoni di Radio Kalaritana, il sindaco di Pula, Walter Cabasino, definisce «una data storica per tutta la Sardegna», perché restituisce alla comunità e ai visitatori un’area di straordinario valore archeologico rimasta per lungo tempo inaccessibile.

L’area, infatti, era in passato sottoposta a servitù militare. Dopo la dismissione, è entrata a far parte delle campagne di scavo coordinate dall’Università degli Studi di Padova, che negli ultimi anni hanno portato alla luce importanti testimonianze della presenza fenicia nell’antica città.

«Gli archeologi hanno scoperto una necropoli fenicia di enorme interesse – spiega il sindaco – e molte delle tombe rinvenute erano ancora inviolate, conservando i corredi funerari originali». Proprio questi reperti raccontano la fitta rete di relazioni commerciali e culturali che caratterizzava il Mediterraneo antico. Tra gli oggetti recuperati figurano infatti manufatti di provenienza etrusca ed egizia, oggi esposti nel Museo Civico Giovanni Patroni, recentemente riaperto dopo un lungo intervento di restauro.

Per l’amministrazione comunale, l’apertura della necropoli rappresenta molto più di un ampliamento dell’offerta culturale. «Si restituisce uno spazio che per anni è stato interdetto alla comunità e si offre ai visitatori una nuova esperienza di scoperta. Un sito archeologico non può essere qualcosa di statico: deve rinnovarsi continuamente attraverso nuove ricerche, nuove scoperte e nuove emozioni».

L’iniziativa si inserisce in una strategia che punta con decisione sul turismo culturale. I numeri confermano una crescita costante dell’interesse verso il patrimonio storico di Nora. «Nel 2022 registravamo circa 60 mila visitatori; oggi siamo arrivati a 110 mila presenze. È la dimostrazione che il turismo archeologico e culturale rappresenta una risorsa fondamentale e complementare rispetto all’offerta balneare e paesaggistica del territorio».

La soddisfazione per il nuovo traguardo si accompagna però alla preoccupazione per le conseguenze dell’uragano che ha colpito il territorio nei mesi scorsi. Nora, già esposta all’azione dell’aerosol marino e quindi particolarmente fragile dal punto di vista conservativo, ha subito danni significativi alle infrastrutture e alla rete idraulica.

«Parliamo di circa due milioni di euro di danni – sottolinea Cabasino – e si tratta di cifre che un Comune non può sostenere da solo». L’amministrazione è intervenuta per mettere in sicurezza le aree più critiche, comprese alcune zone del litorale di Santa Margherita, ma chiede un sostegno concreto da parte delle istituzioni sovraordinate.

«Nora non è soltanto un bene di Pula. È un patrimonio della Sardegna e dell’intero Paese. Per questo auspichiamo un intervento della Regione e dello Stato affinché arrivino le risorse necessarie per tutelare e valorizzare un sito che contribuisce in maniera determinante alla crescita culturale e turistica del territorio».


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