
Oltre 114 mila le famiglie sarde vivono in condizioni di povertà energetica, ovvero circa 240 mila persone hanno difficoltà a sostenere i costi dell’energia necessari per garantire servizi essenziali dal riscaldamento d’inverno, al raffrescamento in estate, ad avere l’acqua calda, a poter preparare pasti e un’adeguata illuminazione della propria abitazione.
È quanto emerge da un’analisi realizzata dall’Ufficio Studi di Confartigianato per ANAP Confartigianato Sardegna, sulla base dei dati 2025 dell’Osservatorio Italiano per la Povertà Energetica (OIPE) e dell’Istat.
Secondo lo studio, il fenomeno nell’Isola ha registrato un’impennata negli ultimi due anni. Le famiglie in difficoltà rappresentano oggi il 15,3% del totale dei nuclei familiari sardi, contro l’8,9% rilevato appena due anni fa, quando le persone coinvolte erano circa 143 mila. Un incremento che colloca la Sardegna al quarto posto in Italia per incidenza della povertà energetica, preceduta soltanto dalla Puglia (18,1%) e da altre regioni del Mezzogiorno. La media nazionale è del 9,1%, mentre il Lazio si conferma la regione meno colpita con il 5%.
«Siamo molto preoccupati – afferma Giovanni Antonio Mellino, presidente di ANAP Confartigianato Sardegna e vicepresidente nazionale dell’associazione – perché con l’arrivo del caldo, che si preannuncia particolarmente intenso, questa situazione rischia di aggravarsi soprattutto per gli anziani poveri, le persone non autosufficienti e le fasce più deboli della popolazione».
Lo studio evidenzia anche il costante aumento della spesa sostenuta dalle famiglie sarde per luce e gas. Dopo i 726 milioni di euro del 2024 e i 748 milioni del 2025, la previsione per il 2026 è di 849 milioni di euro. L’incremento è pari a 123 milioni nell’arco di due anni e a oltre 100 milioni rispetto al solo 2025. A livello nazionale, la spesa complessiva per energia elettrica e gas dovrebbe superare quest’anno i 46 miliardi di euro, con un aumento di circa 5,5 miliardi rispetto all’anno precedente.
Secondo Mellino, l’aumento dei costi energetici costringe molte famiglie, in particolare gli anziani con pensioni basse, a scelte sempre più difficili. «Molti pensionati – sottolinea – si trovano a dover decidere se riscaldare o raffrescare adeguatamente la propria abitazione oppure destinare quelle risorse all’acquisto di cibo e medicinali».
L’associazione richiama l’attenzione anche sugli effetti sanitari della povertà energetica. «Gli anziani – osserva il presidente di ANAP Sardegna – sono tra i soggetti più vulnerabili sia al caldo sia al freddo, perché spesso convivono con patologie croniche o ridotta mobilità. La mancanza di un adeguato raffrescamento in estate o di un corretto riscaldamento in inverno può compromettere gravemente il loro stato di salute».
Da qui l’appello alle istituzioni affinché vengano adottate misure di sostegno efficaci. «È necessario intervenire con azioni concrete e coordinate – conclude Mellino – per garantire che ogni persona possa vivere in una casa sicura e adeguatamente climatizzata, senza dover rinunciare al proprio benessere o ad altre spese essenziali».
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