INCENDI

Sardegna in fiamme, inferno di fuoco alle porte di Cagliari Rogo devastante tra Selargius e Monserrato: evacuate cinque persone, un centinaio di ettari bruciati e ore di interventi per domare le fiamme alimentate dal caldo estremo e dal vento

Una nuova giornata di emergenza incendi ha colpito ieri la Sardegna, con il fronte più critico sviluppatosi alle porte di Cagliari. Un vasto rogo è divampato nella tarda mattinata tra Selargius e Monserrato, in prossimità della statale 554 e del Policlinico universitario, mettendo in allarme residenti e soccorritori.

Cinque persone sono state evacuate dalle proprie abitazioni e assistite dal personale del 118 per lievi intossicazioni dovute al fumo. La statale 387, diretta verso il Parteolla, è rimasta chiusa per circa quattro ore per consentire le operazioni di spegnimento e garantire la sicurezza.

Le fiamme hanno devastato circa cento ettari di territorio, soprattutto aree incolte e terreni abbandonati, arrivando però a lambire numerose abitazioni sparse. Il rogo ha richiesto un massiccio intervento da terra e dal cielo: impegnati Vigili del fuoco, Corpo forestale, volontari, forze dell’ordine e squadre di Protezione civile. In azione anche un Canadair e cinque elicotteri, tra cui un Super Puma, che hanno contribuito a contenere l’avanzata del fuoco.

«Per fortuna non dobbiamo piangere vittime, ma la paura è stata tanta – ha dichiarato il sindaco di Selargius, Gigi Concu –. È un disastro ambientale davanti al quale ancora una volta ci siamo trovati quasi impotenti».

Sul posto anche il sindaco di Monserrato, Tomaso Locci, che ha definito la giornata «un pomeriggio d’inferno», sottolineando come il territorio sia rimasto segnato da «un mare di cenere».

L’incendio è partito prima di mezzogiorno nella zona di Santa Rosa, nell’agro di Selargius. Spinto dalle raffiche di vento, il fuoco ha rapidamente raggiunto stoppie e accumuli di rifiuti, compresi pneumatici, generando una densa colonna di fumo visibile a chilometri di distanza. L’aria è diventata irrespirabile e la cenere si è depositata anche nelle aree circostanti.

Le fiamme hanno raggiunto la statale 387 tra Cuccu Masoni e Sa Sitzia, costringendo alla chiusura della strada dalle 14, all’altezza dell’incrocio con la 554. Sospesa temporaneamente anche la circolazione ferroviaria sulla linea metropolitana San Gottardo-Settimo.

L’intervento della macchina dei soccorsi è stato immediato: oltre ai Vigili del fuoco e alla Forestale sono entrati in azione carabinieri, Polizia locale, barracelli e numerosi volontari. Dopo ore di lavoro, intorno alle 18 è arrivato il cessato allarme con la riapertura della statale 387, mentre restava ancora chiusa la sp93.

Ora saranno gli uomini della Forestale di Sinnai a indagare sulle cause dell’incendio.

Un altro fronte critico si è aperto nel Sulcis. A Carbonia, in località Barega, un incendio di vaste proporzioni ha minacciato alcune abitazioni. Sul posto sono intervenuti un elicottero del Corpo forestale dalla base di Iglesias, un Super Puma da Fenosu, un mezzo militare e un Canadair rifornito nell’invaso della diga di Tratalias.

Poche ore prima, un altro intervento aveva interessato la zona tra Nuxis e Santadi, dove le fiamme hanno distrutto diversi ettari di vegetazione.

Diversi altri roghi sono stati segnalati nei territori di Assemini e Decimoputzu. Paura anche nelle campagne di Escalaplano, in località Is Cramoris, vicino agli impianti idrici del paese. Il Corpo forestale è intervenuto con il supporto di due elicotteri decollati dalle basi operative di San Cosimo e Villasalto.

La Sardegna resta sotto pressione per una stagione degli incendi aggravata dalle alte temperature, dalla siccità e dal vento, condizioni che continuano a rendere difficili le operazioni di contenimento.


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