
Attenzione alle telefonate
Una pubblicazione di servizio dedicata alla prevenzione delle truffe ai danni degli anziani e delle persone più fragili. Si tratta del Vademecum contro le truffe, realizzato da Sergio Cavoli, autore del libro Passi di Speranza e da anni impegnato nel sostegno alle persone più vulnerabili. «L’idea di realizzare il Vademecum – ha detto ai microfoni di Radio Kalaritana – nasce dalla consapevolezza che le truffe colpiscono soprattutto le persone più fragili: anziani, malati e persone socialmente isolate, che spesso vengono lasciate sole e senza strumenti per difendersi. La mia esperienza personale e il contatto diretto con chi vive situazioni di vulnerabilità mi hanno spinto a creare uno strumento semplice, concreto e facilmente consultabile. L’obiettivo era accompagnare le persone, non spaventarle o farle sentire giudicate».
Che cosa contiene il Vademecum?
Non si limita a spiegare cosa sono le truffe. Propone esempi concreti, segnali d’allarme e comportamenti utili da adottare. È una guida pratica che può essere consultata in qualsiasi momento e che punta soprattutto a prevenire.
Lei pone molta attenzione anche all’aspetto psicologico del fenomeno.
Sì, perché il truffatore manipola soprattutto le emozioni. Più che dire semplicemente “non cliccare” o “non aprire la porta”, ho voluto aiutare le persone a riconoscere le leve psicologiche utilizzate dai truffatori: l’urgenza, la paura, il richiamo all’autorità, la fiducia e l’isolamento. Comprendere questi meccanismi significa costruire uno scudo mentale molto più efficace.
Il Vademecum è disponibile gratuitamente. Perché questa scelta?
Perché difendersi dalle truffe significa difendere la dignità delle persone. Ho voluto che questo strumento fosse accessibile a tutti, senza alcun fine commerciale, così da raggiungere il maggior numero possibile di cittadini. È anche un modo per dire a chi è stato vittima di una truffa che non è solo.
Quanto è importante coinvolgere anche familiari e caregiver?
È fondamentale. Questa guida può essere tenuta in casa e condivisa con i propri familiari. La prevenzione passa anche attraverso il dialogo e la vicinanza: sapere che c’è qualcuno pronto ad aiutare fa davvero la differenza.
Lei sta portando questo progetto anche nei territori.
Sì, sto incontrando tante comunità in tutta Italia. Ringrazio i comuni, le prefetture e le amministrazioni che hanno scelto di diffondere il Vademecum. Tra gli ultimi ad aderire c’è il Comune di Elmas. Durante questi incontri ribadisco sempre un concetto: non bisogna avere paura di denunciare o segnalare anche un semplice tentativo di truffa. Ogni segnalazione permette alle forze dell’ordine di organizzare controlli più efficaci sul territorio.
Lei parla anche delle cosiddette “cinque bandiere rosse”. Di cosa si tratta?
Sono cinque segnali che devono far scattare l’allarme: quando qualcuno mette fretta, incute paura, chiede di mantenere il segreto, cerca di conquistare rapidamente la fiducia oppure chiede soldi, dati personali o password. Se riconosciamo anche solo uno di questi elementi dobbiamo fermarci e riflettere. Se i segnali sono due o più, è molto probabile che si tratti di una truffa. In questi casi bisogna contattare un familiare o chiamare il 112.
Oggi le truffe arrivano sempre più spesso anche attraverso il telefono e internet.
Esatto. Oggi il criminale non ha più un volto e può colpire in qualsiasi momento. Nel Vademecum non uso termini tecnici, perché quello che conta è capire il meccanismo: qualunque sia il metodo utilizzato, l’obiettivo è sempre entrare nella nostra vita e ottenere denaro o informazioni personali. Per questo invito tutti a scaricare gratuitamente il Vademecum dal sito www.infotruffe.com, a condividerlo e a parlarne con i propri familiari. Una comunità informata è una comunità che sa proteggere sé stessa e le persone più fragili.
Qui l’intervista a Radio Kalaritana.
Scopri di più da Kalaritana Media
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
